Cagliari, le pagelle: attacco flop, Pisacane-Andreolli collaudati

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Paolo Faragò in azione

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Cragno 7.5 – Perfetto per tutto il match, sventa una punizione e poi un beffardo tiro deviato che sembrava averlo superato. Decisivo con un rigore parato. Leggi le sue parole nel postpartita

Faragò 5.5 – Perde purtroppo la sufficienza perché l’errore dal quale scaturisce il gol del Palermo è marchiano e imperdonabile. Ma, al netto della dormita figlia anche della poca lucidità dopo un’ora di gioco a tutta birra, è il migliore del Cagliari. Nota oltremodo lieta, essendo osservato speciale perché alle prime armi nel ruolo di terzino. Spinge con e senza palla, sbaglia pochi appoggi, è puntuale in fase di sostegno e chiusura, difficile chiedergli di più. Anzi, sì, poteva timbrare il 2-0 e mandare tutti a casa, ma si rifarà anche sotto porta.

Pisacane 6.5 – La difesa rossoblù non soffre nulla, lui si divide la leadership con Andreolli e Nestorovski si ritrova una museruola che non toglierà mai.

Andreolli 6.5 – Fisico e ordine, nessuna sbavatura. Coppia centrale già collaudata per Rastelli, e non è poco.

Capuano 6.5 – Pochi fronzoli, non esagera nello sganciarsi (lo fa di più nei supplementari che nei 90′), ma è sempre al suo posto. Un suo tackle da applausi toglie la palla a Gnahoré in modo provvidenziale.



Barella 6 – Strappa la sufficienza grazie all’assist per Joao Pedro, ma la sua partita è fatta di eccessiva foga che lo porta a fare più confusione che altro. Vero è che risulta sempre l’unico a cambiare passo palla al piede, ma deve imparare a gestire e gestirsi.

Cigarini 5 – Segna il primo tiro di rigore, ma in partita vaga senza costrutto e senza dare mai troppa geometria, cosa per la quale è stato ingaggiato. Ancora abbastanza fuori dagli schemi.

Ionita 6 – Corre per due, serve un gran pallone a Farias con l’imbucata lunga e rasoterra. Finisce presto la benzina, e inizia a picchiare. (dall’11′ p.t.s. Cossu 6 – Il rigore decisivo è suo, ai ritmi di un tempo supplementare e nel clima di confusione agostana può ancora dire la sua. Tiene troppo il pallone, ma prova a dare le misure ad una squadra che da diversi minuti vagava al buio).

Joao Pedro 6 – Il gol e poco altro, luce intermittente con fascia da capitano. Necessario che salga di tono col tempo perché occupa la zona dove le cose migliori devono accadere.  (dal 34′ s.t. Sau 5 – Freddo dal dischetto. In campo, però, non trova mai la posizione, a disagio in zona centrale e ancor più sull’esterno. Oggetto misterioso, e non da oggi)

Borriello 5 – Non la vede praticamente mai, si sbatte senza costrutto e finisce sempre sulla bandierina del lato destro, perché il piede debole lo usa di rado imbottigliandosi. Va una volta a sinistra e riesce a tirare, murato. Giù di tono e nervosissimo. (39′ s.t. Cop 5 – Merito per il rigore segnato. Una bella palla gol la avrebbe, ma il “liscio” del suo marcatore lo disorienta e se la mangia. Ci prova, ma sono più le volte in cui la palla schizza via dopo avergli sbattuto addosso che quelle in cui dà pepe all’attacco rossoblù).



Farias 5 – Potrebbe evitare i rigori, invece spara addosso al portiere, denotando che il senso del gol non passò da Sorocaba quando mamma gli diede la luce. Poco brillante, confusionario, qualche sprazzo e nulla più.

Massimo Rastelli 6 – Estremamente contento di quanto mostrato dalla squadra (leggi qui la sua intervista), manda in campo una formazione che non sorprende, perché Miangue viene rimandato giustamente dopo un’estate eloquente. Promuove Faragò e ha ragione, anche se l’episodio condanna il ragazzo e la squadra. Il risultato era prioritario, perché gestire un’eliminazione sarebbe stato deleterio e difficile. La prima ora fa ben sperare, anche se il suo Cagliari non fa nulla di trascendentale. Riesce però a gestire ritmi e pallone, peccando a livello di qualità e ragionamento (per questo bisogna inserire quanto prima Cigarini negli schemi), ma risultando comunque più intraprendente di molte altre occasioni. Ancora una volta il suo gruppo si disperde, si scioglie alla prima difficoltà, rischiando di imbarcarsi quando arriva il casuale 1-1 palermitano. C’è, insomma, tanto da lavorare, ma meglio farlo con il passaggio del turno in tasca.

PALERMO (3-5-2): Posavec 6; Cionek 5.5, Struna 5.5, Bellusci 5.5; Morganella 6 (2′ s.t.s. Rispoli 6.5), Murawski 5 (28′ s.t. Gnahoré 6), Jajalo 5, Chochev 5, Aleesami 6.5; Trajkovski 6.5 (15′ s.t. La Gumina 7), Nestorovski 5. Allenatore: Bruno Tedino 6.

ARBITRO: Paolo Valeri di Roma 2 voto 6.5

Fabio Frongia



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