Il neo sindaco di Oristano, Andrea Lutzu, subito operativo.

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Teatro, servizi sociali, Torregrande, igiene urbana, bilancio dell’ente, l’incontro con il Prefetto e la presentazione di due iniziative pubbliche organizzate da Confcommercio e Rotary, con la collaborazione del comune. I primi giorni del neo sindaco di Oristano, Andrea Lutzu, sono stati ricchi di impegni e pienamente operativi.

Come anticipato in occasione dell’insediamento, il sindaco Lutzu si è voluto immediatamente occupare del Teatro Garau, la cui chiusura si protrae da due anni. Accompagnato dai tecnici comunali, il sindaco prima ha incontrato il Comandante dei Vigili del Fuoco di Oristano, e ha poi effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni dell’edificio e definire le azioni per giungere a una rapida riapertura.

Sul fronte dei servizi sociali, il sindaco Lutzu si è occupato di alcune emergenze per far fronte alle necessità più impellenti. Stretto il raccordo con la dirigenza dell’ente per questioni più tecniche legate al funzionamento dei servizi comunali e al monitoraggio del bilancio.

Dopo aver partecipato alla presentazione di “Shopping sotto le stelle” (la manifestazione che per l’intera estate settimanalmente accompagnerà le notti degli oristanesi) e della Rotary corre (in programma l’8 luglio), questa mattina il sindaco si è recato in Prefettura, per una visita istituzionale al Prefetto Giuseppe Guetta, e poi ha preso contatti con l’amministratore straordinario della Provincia di Oristano, Massimo Torrente, per concordare un piano di azioni comuni per combattere la presenza di topi, blatte e zanzare nel territorio comunale.

Fitta anche l’agenda per i prossimi giorni con diversi appuntamenti in programma, tra i quali l’incontro con l’azienda che si occupa del servizio di igiene urbana e della raccolta dei rifiuti, il varo della giunta e l’insediamento del consiglio comunale.

Infine, martedì 4 luglio, alle 16, nella sede della circoscrizione, infine, l’incontro con gli operatori turistici e commerciali di Torregrande per assicurare l’impegno del comune al loro fianco nel momento dell’avvio della stagione balneare.

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Tre principi di incendio, che secondo i primi accertamenti potrebbero essere stati originati dal sovraccarico di altrettante linee elettriche, sono stati spenti durante la notte dalle squadre dei Vigili del Fuoco di Oristano.  I tre distinti episodi sono avvenuti nella borgata marina di San Giovanni di Sinis  e in agro di Marrubiu e di Tramatza. Il tempestivo intervento dei pompieri ha evitato che si ripetesse quanto era avvenuto nei giorni scorsi alla periferia di Sorradile, dove il surriscaldamento di un palo cabina aveva provocato un incendio che aveva minacciato da vicino il centro abitato. Il rogo era stato poi spento a fatica con l’intervento di tre elicotteri e di un Canadair.

La flotta regionale degli elicotteri per la campagna antincendi 2017 è salita a 12 mezzi. Come previsto nel Piano regionale antincendio, fino a tutto il mese di agosto sarà operativo, da oggi, l’elicottero Super Puma, che ha una capacità di carico di 4.500 litri e con elevate prestazioni di volo. Il mezzo, in grado di trasportare 15 persone più l’equipaggio, sarà di base a Fenosu. “Quest’anno abbiamo rafforzato ulteriormente l’apparato dei mezzi della nostra macchina antincendi, a causa delle difficili condizioni meteo con siccità e alte temperature – ha detto l’assessore All’ambiente, Donatella Spano, che ha anche delega alla Protezione civile -. Anche in questa occasione sottolineo quanto sia fondamentale per la sicurezza e la prevenzione del fuoco il contributo di tutti, con comportamenti responsabili a tutela dell’incolumità propria e degli altri, oltre che del patrimonio ambientale”. Proprio per le condizioni meteo previste, il Super Puma sarà operativo per due mesi, a differenza del 2016 quando il presidio era durato dal 15 luglio al 15 agosto.

Un’auto rubata poche ore prima a Desulo è stata bruciata durante la notte nella strada che collega Allai a Samugheo. A dare l’allarme è stato, attorno alle 2 del mattino,  un automobilista. Il pronto intervento dei Vigili del fuoco non è riuscito, comunque, a salvare l’auto (una Golf) che è andata completamente distrutta. Su posto sono intervenuti anche i Carabinieri della Stazione di Samugheo.

Sabato 1° luglio, alle 18.30, al Museo Diocesano Arborense, in piazza Duomo, a Oristano, il Consorzio UNO celebra la ricorrenza dei primi 20 anni di attività. Nell’occasione verrà ripercorsa la storia del Consorzio UNO attraverso la storia dei suoi 1000 laureati, raccontata con linguaggi e stili completamente differenti: una indagine conoscitiva che, attraverso centinaia di interviste, ha consentito di definire il profilo dei laureati della sede oristanese e della sua evoluzione nel corso di questi venti anni; un racconto, affidato alla voce e all’estro di Matteo Caccia, attore, autore e conduttore radiofonico (sua la trasmissione “Pascal”, su Rai Radio2, tutte le sere alle 22,30); una serie di mini documentari con protagonisti alcuni dei 1000 laureati, intervistati a proposito del lavoro che fanno e delle opportunità che hanno avuto con il conseguimento del titolo a Oristano. Il programma prevede, dopo i saluti delle autorità, gli interventi del Presidente del Consorzio UNO, Gian Valerio Sanna; del direttore Francesco Asquer; del Magnifico Rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli e del pro rettore dell’Università di Cagliari Ignazio Putzu. Concluderà la prima parte della serata il Presidente della Regione Francesco Pigliaru. Nella seconda parte della manifestazione è invece previsto l’intervento di Matteo Caccia e di Paolo Zucca, giovane ricercatore oristanese che dopo essersi laureato a Oristano in Biotecnologie Industriali, nel 2004, ha proseguito gli studi fino a diventare ricercatore universitario e a insegnare nello stesso corso di laurea nel quale si era laureato. La serata si concluderà con un buffet offerto da alcune imprese agroalimentari sarde e il concerto della cantautrice oristanese, Irene Loche.

Torna per il 10° anno consecutivo l’appuntamento con lo shopping notturno dell’estate oristanese. “Shopping Sotto Le Stelle” è un’iniziativa di marketing urbano che si propone di valorizzare l’offerta commerciale del centro storico e di generare un aumento dei flussi turistici. Le 8 serate in clendario saranno organizzate, come di consueto, di martedì. Si parte il 4 luglio e si prosegue per tutti i martedì 11, 18, 25 luglio, e 1, 8, 22 e 29 agosto. Le attività commerciali aderenti garantiranno l’apertura dalle 22 alle 24, mentre tutte le strade saranno animate da musica e corpi di ballo. Per l’accasione si prevede, dalle 19.30 alle 00.30, la chiusura al traffico di:  Via Diego Contini: dall’intersezione con via Benedetto Croce a Piazza Roma; la circolazione sarà consentita da via Benedetto Croce alla piazza Cova, con obbligo di percorrere in senso inverso la via Diego Contini fino all’intersezione con l’incrocio di Via Duomo. Via Pietro Riccio sarà interamente chiusa al traffico. Via Tirso sarà chiusa al traffico dall’incrocio con Via Satta e Via Sardegna fino alla Piazza Roma. Via Figoli sarà chiusa dall’incrocio con via Bellini fino alla Piazza Roma. Via Mazzini sarà chiusa dall’incrocio con Vico Solferino fino alla Piazza Roma. Via Tharros e piazza Roma saranno interamente chiuse al traffico. In tutte le aree, che saranno transennate e sorvegliate, sarà istituito il divieto di sosta con rimozione. Sono variati anche i percorsi del servizio di trasporto pubblico e i taxi potranno prestare servizio, fino alle 21, all’interno dell’area degli eventi. Peculiarità di questa edizione è la scelta degli aderenti all’evento di pagare gli oneri di suolo pubblico, per rendere la città ordinata e sicura, e di evitare comportamenti scorretti da parte di coloro che non hanno aderito all’iniziativa, che per poter occupare il suolo pubblico dovranno, autonomamente, rivolgersi all’amministrazione comunale. “Shopping sotto le stelle”, tutti gli anni, si propone di dare spazio alla musica, alla cultura e alle tradizioni locali, attraverso la cooperazione con gruppi di giovani musicisti, musei, artisti e gruppi folk presenti nel territorio. Per la decima edizione, i gruppi folk di Oristano, Cabras e Palmas Arborea, con i loro tradizionali costumi, coloreranno e animeranno le vie centrali della città, mentre ai Tamburini e Trombettieri  de “Sa Sartiglia” di Oristano spetterà il compito di dare il via alla manifestazione. Cittadini, visitatori e turisti avranno, inoltre, la possibilità di ascoltare le orchestre di fiati della città. Gli strumenti a percussione e gli strumenti a fiato costruiti in diversi “tagli”, come vari tipi di clarinetto e di sassofono, riporteranno alla memoria comune le sinfonie più note e brani inediti. Tra le novità della decima edizione spicca il coinvolgimento diretto delle attività commerciali aderenti, che hanno il compito di proporre spettacoli di musica jazz, pop e rock. Un segno, questo, della maturità di “Shopping Sotto Le Stelle” e della crescente consapevolezza delle imprese coinvolte nell’organizzazione per attrarre clienti e far crescere la vivibilità del centro città. Completano il palinsesto, animazioni per bambini, spettacoli teatrali e di strada, che si svolgeranno principalmente nelle vie Tharros, Mazzini, Riccio e Figoli, per rendere animato e attrattivo tutto il centro della città. Inoltre, anche per quest’anno “Shopping Sotto le Stelle” allarga gli orizzonti dando spazio alla cultura, coinvolgendo due musei e collaborando con Dromos Festival: 1) Il Museo Archeologico e storico artistico P.Pau, in piazza Corrias, il 4 luglio, il 1° e 8 agosto, proporrà visite guidate in notturna, nel centro storico della città, per adulti e bambini. Il 18 luglio, a partire dalle 21.30, presso il museo, sarà organizzato un laboratorio per bambini, intitolato “Le figure femminili: la madre terra”. Tutti i martedì, dal 4 luglio all’8 agosto, il museo aprirà alle 18 e chiuderà alle 23.30. 2) Il Museo Diocesano Arborense, in piazza Duomo 1, organizza il seguente programma: Martedì 4 luglio, dalle 21.30 alle  23, “Il mestiere dell’archeologo: lo scavo e lo studio dei reperti”, laboratorio per bambini. Martedì 11 luglio, sempre o21.30- 23, visita guidata al Campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta e al Museo Diocesano. Martedì 18 luglio, alle  21.30, “Volti femminili nelle Scritture”, a cura di Michele Corona, nell’ambito della mostra “Historia de Mujeres” dell’artista colombiana Andrea Castro. Martedì 25 luglio, dalle 21.30 alle 23, “Caccia al tesoro perduto di Eleonora d’Arborea”, laboratorio per bambini. Martedì 08 agosto, ore 21.30 – 23, “Raccontando Corriga”, serata nell’ambito della mostra “Il sacro nell’opera di Antonio Corriga”. 3) Dromos Festival il 1° Agosto presenta: alle 19.30, l’inaugurazione della  mostra “The Brig”, nella pinacoteca comunale Carlo Contini di Oristano, a cura di Ivo Serafino Fenu e Chiara Schirru. Alle 21.30, concerto Gregory Porter, in piazza Cattedrale. Ingresso a pagamento (parte dell’incasso verrà devoluta alla Curia Arcivescovile di Oristano per il restauro di due sculture in legno risalenti al Settecento). Il numero delle attività che partecipano è di 111 (nel 2008 erano state 105), e sono molti coloro che aderiscono all’evento fin dalla prima edizione. I dati, d’altro canto, dimostrano la fiducia e l’entusiasmo delle imprese che credono nelle potenzialità della città, e nei vantaggi che si hanno nel fare rete, oltre al piacere di lavorare insieme.

La grande musica tra le suggestioni della terra dei Giganti di Mont’ e Prama. Nasce “Rete Sinis”, progetto integrato dei principali festival sard,  con un obiettivo preciso: fare di questo territorio un grande attrattore turistico e culturale, capace di competere a livello europeo. Più di un mese per oltre venti concerti, dal 14 luglio al 19 agosto, tra il Parco dei suoni di Riola Sardo, l’Anfiteatro di Tharros e altri luoghi magici dell’Oristanese. I protagonisti: a Tharros la brasiliana Maria Gadù (16 luglio), Raphael Gualazzi (27 luglio), Niccolò Fabi (19 agosto). A Riola Sardo Alessandro Mannarino (15 luglio), Carmen Consoli (21 luglio), Daniele Silvestri (22 luglio). Sempre al Parco dei Suoni, tra il 19 e il 23 luglio, eventi ad ingresso libero con le più importanti produzioni Made in Sardinia: Mauro Palmas & Arrogalla, Ambra, Train to Roots, Riptiders, Chiara Effe, Davide Casu, Moses & BandeThe Sweet Life Society. Grande musica anche a Oristano, dove il 1° agosto, in piazza Cattedrale, si esibisce Gregory Porter, fresco vincitore dei Grammy Awards 2017, nella categoria Best Jazz Vocal Album, e a Cabras, col neo vincitore del Festival di Sanremo, Francesco Gabbani, e i ritmi del suo Occidentali’s Karma. Il progetto “Rete Sinis” non offre solo musica, ma anche attività e visite guidate: dalla famosa spiaggia di Is Arutas, al Museo Archeologico di Cabras con i Giganti di Mont’e Prama, fino ai fondali dell’isola di Mal di Ventre. E poi le eccellenze enogastronomiche, ben rappresentate nel Villaggio del Gusto del Parco dei Suoni di Riola Sardo, con otto postazioni di street-food e un ristorante alla carta aperti prima, durante e dopo i concerti. Il progetto vede in prima fila le amministrazioni comunali di Riola Sardo e Cabras, l’assessorato regionale al Turismo, l’associazione Insieme per Riola, i festival internazionali Dromos, Jazz in Sardegna, Sardegna Concerti, Abbabula, con l’apporto della S&M Spettacoli e Musica.

Il sistema archivistico della Provincia di Oristano, con il patrocinio dei comuni di Oristano, Aidomaggiore e Paulilatino, in collaborazione con Anai Sardegna, ha organizzato una giornata di formazione dal titolo “Il documento digitale nella Pubblica Amministrazione formazione, gestione e conservazione”. Il corso si terrà lunedì 3 luglio, nella sala convegni di Santa Cristina di Paulilatino. Questo il programma: La gestione dei documenti in ambiente digitale; Il fascicolo informatico tra trasparenza e obblighi normativi (art. 41 Cad); Processi e procedimenti amministrativi: dove si annida la corruzione?; La liquidazione delle fatture elettroniche tramite il protocollo;  Un Modello di Manuale di conservazione digitale (art. 44 Cad). La giornata di formazione è rivolta ad Amministrazioni pubbliche, Enti locali, Istituzioni e coloro che, a vario titolo, hanno interesse ad approfondire le tematiche proposte.La giornata di formazione è dedicata alla memoria dell’archivista ed ex sindaco di Aidomaggiore, Adele Virdis.

Sarà una terza edizione dedicata ai protagonisti della corsa, professionisti, amatori e semplici cittadini che, in questi tre anni, hanno fatto crescere la manifestazione benefica “Rotary Corre”, e ai quali Rotary club e Rotaract club Oristano, con la corsa del prossimo 8 luglio, vogliono ringraziare e dare voce, lasciando decidere l’obiettivo finale della raccolta fondi, a tutti coloro che si iscriveranno. Tre i possibili progetti tra cui scegliere: il completamento dell’illuminazione segnapasso autoalimentata dalla seconda rotonda di Brabau (punto in cui si è concluso l’intervento della corsa dello scorso anno) sino all’ingresso di Torregrande, la messa in sicurezza tramite un impianto di illuminazione innovativo di un attraversamento pedonale in via Cagliari, o l’allestimento di uno spazio sportivo in viale Repubblica. Altra novità di questa terza edizione è la pagina Facebook “Rotary Corre 2017” https://www.facebook.com/rotarycorre2017, strumento utilissimo di comunicazione e di interlocuzione con i partecipanti per informazioni sulla gara e sulle attività collaterali. Confermato il format della manifestazione, in piazza Eleonora, dalle 17.30, sarà possibile svolgere gratuitamente attività sportive collaterali come lo spinning, grazie al supporto dei trainer Carlo Scanu, Alberto Vacca, Elio Atzeni, Marcella Costa e Stefano Ferro, e la zumba, con il trainer Fabrizio Agri. Sarà possibile iscriversi alla maratona di spinning tramite la pagina Facebook, o presso i punti di iscrizione della corsa. Alle 20, tutti in piazza Roma per la partenza della “Rotary Corre 2017”. Le iscrizione per i tre percorsi, 10km competitiva con chip, 10km non competitiva e passeggiata di  3km, sono già aperte presso i punti accreditati: Giocasport in viale Repubblica 39, Adidas Store in via Tirso 130, Banca Reale in via Tirso 139, e Pitcom in vico Tirso 15. Sarà possibile accreditarsi anche il giorno della gara, a partire dalle ore 16, in piazza Roma per iscrizioni e ritiro pacchi gara della corsa competitiva, mentre in piazza Eleonora sono previste le iscrizioni e ritiro pacchi per gara di 10km non competitiva e della passeggiato ludico-motoria da 3km. Saranno premiati i primi dieci classificati della gara competitiva nelle categorie maschile e femminile, e i primi tre estratti della gara non competitiva. Novità di questa terza edizione è il concorso fotografico Facebook #corroperchè (consultaabile al link  https://www.facebook.com/events/299878383804499), ideato e promosso dall’Ufficio consulenti finanziari Banca Reale di Oristano, sponsor della manifestazione, che vuole premiare la motivazione e lo spirito che spinge una persona a dare il massimo in una manifestazione sportiva, così come nella vita di tutti i giorni. “La Rotary corre, di anno in anno, sta diventando un appuntamento quanto mai atteso da atleti e amatori – ha detto Adriana Muscas, presidente del Rotary club Oristano, durante la presentazione della manifestazione insieme al sindaco Lutzu –, ed è bello vedere che in questa giornata, attraverso lo sport, si riesca a dare strumenti davvero migliorativi per la  comunità. Il primo anno il defibrillatore, lo scorso anno  l’illuminazione segnapasso a Brabau, e quest’anno organizzatori e partecipanti assieme decideranno cosa fare. Non credo ci possa essere niente di più bello della condivisione di sforzi e finalità”. “Sabato 8 luglio vogliamo che sia una autentica festa dello sport – ha aggiunto Giorgia Foddis, presidente del Rotaract Oristano –, che sarà il vero protagonista della manifestazione, ma anche una festa del condividere insieme questo progetto per un obiettivo importante a beneficio di tutta la comunità. Da parte nostra l’invito a tutta la città perché, come ha sempre fatto, continui a darci fiducia,  e ribadisco l’appello per sabato sera: venite in piazza a correre o passeggiare per Oristano insieme a noi”.

Centottanta milioni di euro per gli interventi nelle reti idriche di Abbanoa nei prossimi tre anni, fra manutenzioni ordinarie e sostituzioni di intere tratte. Oltre 100 milioni sono per le gare dei due maxi appalti già pubblicati, mentre gli altri 78 milioni per lo sviluppo. La prima gara, da oltre 63 milioni, riguarda Oristano, Cagliari e hinterland sud occidentale, hinterland sud orientale e Sarrabus, Sulcis, Parteolla, Trexenta, Villacidro e Sanluri, Sarcidano e Gerrei, Nuoro. La seconda gara, da 37,5 milioni, interessa Ogliastra e Mandrolisai, Sassari, Alghero, Porto Torres e Castelsardo, Thiesi e Ozieri, Gallura. È quanto emerso al Lazzaretto di Cagliari alla presentazione del Master plan Abbanoa 2017 su project financing e grandi gare, illustrato ai professionisti e alle imprese. Una sfida, quella del gestore idrico, che punta sulle tecnologie. “È il corretto utilizzo e il migliore impiego esistente dei soldi della bolletta”, ha detto il direttore generale, Sandro Murtas, a margine dei lavori. All’incontro hanno partecipano, fra gli altri, anche l’amministratore unico Alessandro Ramazzotti e l’assessore regionale dei Lavori pubblici, Edoardo Balzarini. “Si tratta di una quota che viene declinata in investimenti verso l’efficienza dei processi produttivi e del miglioramento della qualità dei servizi attraverso le tecnologie. Una sfida che ci stiamo apprestando ad affrontare – ha precisato Murtas – assieme a operatori finanziari che sostengono noi e le imprese partner. Investimenti che non peseranno sulla bolletta degli utenti”. Nell’ultimo anno Abbanoa ha eseguito più di 20mila interventi fra manutenzioni ordinarie e straordinarie. Numeri – assicura Abbanoa – destinati a crescere grazie alle tecnologie e apparecchiature all’avanguardia sul controllo di pressioni e portate, nuovi allacci idrici e fognari, interventi sui serbatoi. Le imprese che si aggiudicheranno i lavori dovranno garantire il monitoraggio con riprese video in streaming tramite telecamere action cam.

“Lance libere” di colpire, criticare, inveire contro le ingiustizie e i mali del mondo. Così, romanticamente, si potrebbe tradurre la parola free lance, che nel giornalismo sta a indicare persone che non vogliono dipendere da un giornale, ma conoscere e osservare il mondo con i propri occhi e scriverne in maniera indipendente, libera e in totale assenza di vincoli. Nel mondo anglosassone il freelance è una figura rispettata, le redazioni hanno addirittura stanze dedicate a loro.
Sono giornalisti e fotografi che realizzano servizi anche importanti, pagati molte centinaia di euro perché, comunque, i giornali che li comprano, oltre ad acquistare reportage e articoli di qualità, non versano contributi e tasse. In breve, non hanno i costi che hanno con i propri dipendenti. Per questo, com’è giusto che sia, un lavoro di un esterno viene pagato di più.
Da noi la situazione è sempre stata diversa. I freelance si chiamano più facilmente “collaboratori”, anche se in teoria questa parola sarebbe più appropriata per persone che hanno un altro lavoro e quando possono e vogliono scrivono anche per i giornali. Invece così non è. Da noi, i collaboratori sono giornalisti veri e propri, semplicemente non hanno un contratto. Vivono dei pezzi che scrivono, fuori dalle redazioni, nelle loro case, chi può permetterselo nei coworking. Negli anni sono diventati migliaia e migliaia, e presto saranno la maggioranza dei giornalisti italiani, anche se i lettori – e i politici –  di questo poco o nulla sanno.
Ci sono stati anni in cui fare il freelance in Italia era ancora possibile, perché gli articoli erano dignitosamente pagati e la frequenza di scrittura era assidua. Col passare del tempo, la crisi dei giornali di carta e il passaggio al web, i compensi sono stati drasticamente ridimensionati (mentre i giornali hanno cominciato a premere sugli interni, che pure hanno i loro problemi, perché scrivessero di più). E poi ancora, negli ultimi anni, tagliati in maniera selvaggia, arrivando a cifre con le quali non è possibile sopravvivere. Spiccioli, sui quali comunque bisogna togliere i contributi, le tasse, le spese per l’assicurazione medica per chi ce l’ha, la formazione obbligatoria (in parte a pagamento), la strumentazione che serve (computer, cellulare, videocamera). In pratica, tolte le spese, non rimane quasi nulla di che vivere.
Tutto questo è successo per vari motivi. Da un lato, la crisi delle vendite, le scarse entrate di pubblicità, che ancora non consente ai giornali web di sopravvivere (specie per quei giornali seri che continuano le loro inchieste e non si fanno comprare), ancora la follia delle notizie date in abbondanza senza far pagare nulla e abituando il lettore italiano medio a pretendere notizie imparziali, ricche e continue senza dare nulla in cambio.
Dall’altro lato, la precarizzazione selvaggia del nostro mercato del lavoro, che ha consentito praticamente qualunque forma di (non) contratto. L’appartenenza a un Ordine, in questo senso, non ha in alcun modo arginato questo fenomeno, anzi ha contributo a fare ombra su ciò che succedeva nel nostro settore. Mentre il mondo – e i governi – credevano o facevano finta di credere che la presenza di un Ordine bastasse a garantire chi ne faceva parte. Niente di più falso.
Da ultima parte, l’incredibile disinteresse dei sindacati verso il mondo dei freelance: un’indifferenza gravissima, colpevole, continua. Per tagliare un compenso a un collaboratore non serve neanche una telefonata, basta una mail, e nessuno, ma davvero nessuno, se ne accorge. Eppure, i dati ci sono. Basterebbe andare a vedere le retribuzioni annuali medie degli iscritti alla Gestione separata dell’Ipgi 2, l’ente previdenziale dei lavoratori autonomi dei giornali, per capire in che situazione di disperazione vivono migliaia di giornalisti che magari firmano in prima pagina: poche migliaia di euro l’anno, nessuna tutela in caso di malattia  – quella malattia che pure è finalmente stata garantita ai lavoratori autonomi, ma paradossalmente solo se non appartenenti ad un Ordine – niente ferie, nessuna pensione.
Il sindacato dei giornalisti, la Fsni, tutela esclusivamente i lavoratori dipendenti, arrivando persino ad auspicare – è stato il caso della trattativa per la crisi del Sole 24 ore – il taglio di tutte le collaborazioni per salvare gli interni. D’altronde, è stata proprio la Fsni a firmare un accordo vergognoso, quello che ha sancito la fine dei free lance, invece che la loro tutela, nel giugno del 2014 con la Fieg (gli editori), il governo (sottosegretario all’Editoria Luca Lotti) e l’Inpgi, ma senza la firma dell’Ordine dei giornalisti, un fatto davvero inverosimile.
Questo accordo sull’“equo” compenso, tanto per fare un esempio, stabiliva tariffe minime di 20,8 euro lordi per un pezzo dei quotidiani, di 6,25 euro per le agenzie. “Neanche i soldi per il pane” aveva dichiarato in quella occasione il presidente dell’Ordine, facendo un esempio inequivocabile: una persona che scrivesse 432 articoli in un anno (praticamente più di uno al giorno, una cifra impossibile) guadagnerebbe 6.300 euro l’anno lordi.
E queste sono, d’altronde, le cifre che la maggior parte dei giornalisti lavoratori autonomi percepiscono. A loro però viene chiesto il massimo della disponibilità, il massimo della rapidità, il massimo dell’esattezza e ricchezza di notizie, esattamente come si chiede a un interno, che guadagna dieci volte tanto. E il lettore che legge, o che commenta sul web, protestando, criticando, invitando l’autore a darsi all’ippica e via dicendo non sa che, magari, quel giornalista ha percepito pochi euro, se non, talvolta accade anche quello, proprio nulla.
Della situazione dei giornali e del mondo giornalistico, dove da un lato hai un Fabio Fazio che percepisce milioni, dall’altro un freelance iperformato e magari di talento che ne guadagna venti a pezzo, nessuno parla, perché sono gli stessi giornali a non volerla denunciare. E perciò, forse, è una delle forme di ingiustizia che viene meno indagata ed esposta alla luce del sole. Esclusi dalle redazioni, chiusi nelle loro case, privi di un rappresentante dei loro diritti all’interno delle redazioni, mai consultati, primi a saltare e ad essere tagliati, senza tutele, senza ferie, senza pensione. Isolati, incapaci di unirsi, di scioperare, anche (ma d’altronde come?).
Questa è la situazione della maggioranza dei giornalisti italiani, di cui forse sarebbe giunto il momento di parlarne perché, tra poco, questo sistema non sarà più sostenibile. Nel frattempo, quelli che non si rassegnano a morire di fame, e che non sono troppo anziani, si riciclano come uffici stampa, comunicatori o altro ancora. Ma con la morte nel cuore, perché il giornalismo, nonostante tutto, è un mestiere che si sceglie per passione. E per questo lo si vorrebbe continuare a fare. Basterebbe poco, basterebbero condizioni minime migliori. (Elisabetta Ambrosi, giornalista, www.ilfattoquotidiano.it).

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