Arbus, cinque perle da non perdere…

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Arbus. Al solo sentire il nome di questo paese, la mia mente volava subito al ricordo di un fiorente passato minerario, alle famosissime dune di Piscinas, immaginavo il contrasto tra natura e industrializzazione, stridente, ma affascinante, desiderando saperne di più. Finalmente, in una splendida giornata di inizio primavera, ci siamo decisi a partire per scoprire quest’angolo di Sardegna un po’ più remoto, un po’ più selvaggio, un po’ più sconosciuto.

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Ci troviamo nella Sardegna sud occidentale, all’ estremità meridionale del golfo di Oristano. Il territorio comunale di Arbus si estende tra Capo Frasca e Capo Pecora, ed è sterminato, terzo solo ai comuni di Sassari e Olbia. A una simile vastità non corrisponde una alta densità abitativa, e questo lo si percepisce immediatamente arrivando in zona! Per chilometri e chilometri si incontra solo natura, una natura che non si può definire incontaminata, ma che sta riprendendo possesso delle strutture create nei secoli dall’uomo.

Di solito, quando viaggio, amo improvvisare. So da dove parto, ma non mi è chiaro cosa scoprirò, nonostante quel minimo di organizzazione necessaria a trascorrere con piacevolezza il poco tempo a disposizione. Stavolta, però, un po’ di organizzazione è stata indispensabile! Avevamo a disposizione un weekend, e vi assicuro lo abbiamo riempito per bene, cercando di visitare tutti i gioielli di questo luogo incantevole. Beh, credeteci, non ci siamo riusciti, a vedere tutto! Questo post dunque servirà a raccontare le cinque cose da non perdere ad Arbus, ma ci riserviamo di scoprirne altre, la prossima volta che ci torneremo. E sarà molto, molto presto!

Ingurtosu L’ultimo censimento, del 2011, segnala che in questa piccola frazione a dieci chilometri da Arbus vivono 9 persone. La presenza di un ospedale, di vari uffici e del grande palazzo della direzione lasciano però intendere che il passato di questi luoghi sia stato molto più florido di quanto il presente. Qui, infatti, si trova una delle miniere più importanti della Sardegna, sfruttata fino agli anni ’60 del XX secolo.

La laveria Brassey, in località Naracauli, è un monumento di archeologia industriale di assoluto pregio. Posta lungo la strada che da Ingurtosu conduce al comprensorio di Piscinas, fu costruita ai primi del Novecento come impianto di prima lavorazione dei minerali estratti nella locale miniera di Gennamari e Ingurtosu. Da qui, le preziose materie prime venivano trasportate con una linea ferroviaria a Piscinas per essere imbarcate verso le industrie di trasformazione.

Piscinas è conosciuto per essere il più importante sistema di dune vive d’Europa, un vero e proprio piccolo deserto nel cuore del Mediterraneo. È difficile rendere giustizia alla meraviglia che si prova giungendo in questo luogo: le dune si estendono per chilometri nell’entroterra, punteggiate dal verde della macchia mediterranea, mentre il mare gli si apre di fronte come una grande tavola blu che a tratti si confonde col cielo. L’unico edificio presente nelle vicinanze è il vecchio magazzino dei minerali, riconvertito in hotel e ancora collegato con i resti della ferrovia che consentiva di caricare i minerali estratti per il trasporto via mare.

Scivu è considerata una delle spiagge più belle della Sardegna. Ci siamo arrivati dopo un lungo percorso in auto tra le colline della Costa Verde, proprio mentre il sole tramontava su un mare che pareva Oceano. Le altissime onde e il suono della risacca ti danno una sensazione di isolamento dal mondo, forse perché le pareti rocciose che orlano la mezzaluna di sabbia dorata creano un anfiteatro naturale che vive in autonomia rispetto a ciò che sta oltre. La spiaggia è lontana dal centro abitato, ma è talmente meravigliosa che i chilometri sono abbondantemente ripagati dalla splendida vista di cui si gode all’arrivo.

Suddivise tra i comuni di Arbus e Guspini, le miniere di Montevecchio sono tra le miniere più importanti d’Europa. Al momento sono dismesse e sono visitabili con una guida è un anziano operaio che racconta aneddoti della vita in miniera. Il sito comprende due pozzi, le cui gallerie scendono ben sotto il livello del mare, le laverie, le officine, la fonderia, il centro abitato col lussuoso palazzo della direzione e gli alloggi dei minatori. Un sito meraviglioso che fa parte del Parco Geominerario della Sardegna.

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