Oristano al ballottaggio: confronto all’ultima scheda tra Andrea Lutzu e Maria Obinu.

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Con un’astensione che nel turno di ballottaggio sarà ancora più marcata, e che anche a Oristano ha confermato di essere  il primo partito (al primo turno non è andato a votare il 38% degli aventi diritto),

gli elettori torneranno alle urne per consolidare il primato ottenuto da Andrea Lutzu (centrodestra) nella prima tornata con il 29, 6% , pari a quasi 5000 voti, o sancire il difficile ma sempre possibile sorpasso di Maria Obinu (centrosinistra), che si era invece fermata al 21,8% con 3600 voti.

A Oristano non c’è stato nessun apparentamento ufficiale e  i due candidati si presenteranno, quindi, agli elettori con le liste e le coalizioni che hanno corso al primo turno, e cioè  Forza Italia, Fortza Paris, Fratelli d’Italia, Un’altra Oristano e Riformatori con Andrea Lutzu, e  Noior, Oristano nel cuore, Psd’Az, Pd, Psi e Valore Comune con Maria Obinu.

Domenica le urne rimarranno aperte dalle 7 alle 23, poi inizierà lo spoglio immediato delle schede,  e con il nome del nuovo sindaco di Oristano (che si dovrebbe sapere attorno alla mezzanotte, data la facilità dello spoglio) si potranno assegnare anche i seggi nel consiglio comunale.

Non ci sarà, quindi, da attendere molto per conoscere se gli oristanesi, dopo cinque anni di agonia, hanno preferito finalmente cambiare pagina e punire la fallimentare consiliatura del centrosinistra.

Dell’esecutivo flop di Tendas l’assessore Maria Obinu è stato un tassello negativamente importante, visto che non ha fatto niente di più che l’ordinarissima amministrazione (e ci sarebbe mancato altro), che lei in questa campagna elettorale (dove le bugie sono all’ordine del giorno) ha invece spacciato per chissà quali successi (sic!).

Dopo mezzanotte si saprà, quindi, se Oristano avrà cambiato verso oppure se avrà deciso di continuare “taffazianamente” a credere in un centrosinistra spaccato, inconcludente e sempre più in crisi d’identità, che sta facendo registrare dovunque un notevole calo dei consensi.

A discolpa di Maria Obinu va però detto che come assessore nella disastrosa giunta Tendas la rappresentante del Pd era alla sua prima esperienza, ed essendo Obinu, a nostro modesto avviso, dal punto di vista politico-amministrativo abbastanza limitata, chiederle qualcosa in più oltre l’ordinaria amministrazione, ovvero il più facile dei compitini, sarebbe stata un’impresa improba e politicamente impossibile.

Ecco perchè riteniamo che fare un paragone tra i due candidati sia improponibile, considerato che per il futuro di Oristano, a nostro parere, sarebbe una iattura avere come sindaco Maria Obinu, mentre sarebbe l’ideale avere un primo cittadino come Andrea Lutzu che, fra l’altro, possiede esperienza, capacità ed equilibrio.

E’ chiaro che dalle urne potrebbe venir fuori un giudizio diametralmente opposto al nostro, dato che a decidere chi sarà il futuro sindaco di Oristano sarà come sempre la maggioranza dei cittadini.

E’ un dato di fatto, però, che le cose non siano messe molto bene per il centrosinistra, stando perlomeno agli umori della città, così come dimostra (solo per fare un piccolo esempio) la risposta a Maria Obinu (che sta girando su Facebook a tutto spiano) da parte di Anna Maria Uras, candidata alla carica di sindaco di Oristano per la lista civica “Coraggio e libertà”, che con il 9,35% dei voti aveva  ottenuto al primo turno un ottimo successo personale:

“Cara Maria Obinu Sindaco per Oristano,
La tua risposta è la conferma della incapacità dell’amministrazione Tendas di non aver saputo far emergere le potenzialità di Oristano come città intermedia. Ciò è tanto più triste quando si constata che la congiuntura favorevole avuta dalla tua precedente amministrazione o contemporaneità dei governi nazionali e regionali in capo al PD, avrebbe DOVUTO portare la città di Oristano ad un ruolo centrale nello sviluppo del territorio che invece le è stato negato.
Ovviamente le responsabilità sono anche degli altri onorevoli rappresentanti politici del PD, soltanto impegnati negli anni a farsi campagne elettorali “da poltrona ” dimenticandosi degli interessi superiori della collettività e dello sviluppo del nostro territorio. Le devastanti conseguenze di questo misero modo di intendere la politica sono evidenti a tutti e ne subiamo le tristi conseguenze .
Sono certa che Oristano sarà in grado di riconoscere una nuova classe dirigente che, con un sentimento nuovo, coraggioso e generoso, sarà capace di poter dare prospettiva alla Città ed al suo abbandonato Territorio”. (Anna Maria Uras, lista civica “Coraggio e libertà).

Una “Costituzione della Repubblica di Sardegna” da condividere con i cittadini nelle prossime settimane. Obiettivo: approvarla in occasione del congresso in programma a fine settembre. Il testo è stato adottato oggi ,ad Arborea, all’Assemblea nazionale degli iscritti al Partito dei Sardi. Una bozza di circa 60 articoli “…che discuteremo in dibattiti nelle piazze, aperti a tutti – ha spiegato il segretario del partito, Franciscu Sedda -; in questo orizzonte temporale, da qui a settembre, ci piacerebbe fare alcune domande ai sardi: come immaginano i poteri della Sardegna e cosa vorrebbero che ci fosse scritto nella Costituzione?”. La Carta è anche un messaggio forte agli alleati della maggioranza di governo, un modo “…per tenere sotto pressione la classe politica sui temi dell’autodeterminazione”, ha aggiunto il segretario. Dopo le dimissioni di Paolo Maninchedda dall’assessorato ai Lavori pubblici, il PdS ha presentato un documento di quattro punti al presidente Francesco Pigliaru. Quattro azioni da portare avanti nell’immediato, e cioè la richiesta al Governo italiano di ritirare il ricorso contro l’art. 3 della legge per l’Agenzia sarda delle Entrate, il calcolo del quorum su base sarda nella legge elettorale italiana, le somme dovute alla Sardegna oggi accantonate, e la notifica della condizione giuridica di insularità. “Su quest’ultimo punto Pigliaru ha già risposto in occasione del G7 dei Trasporti, attraverso il documento presentato a Delrio con i presidenti di Baleari e Corsica – ha riconosciuto Sedda -; del resto era una nostra idea e siamo soddisfatti”. Oggi a Arborea, per ascoltare il segretario e il presidente con i consiglieri regionali Gianfranco Congiu, PierMario Manca, Roberto Desini e Alessandro Unali, hanno partecipato circa 250 attivisti. “Hanno capito bene che la scelta di Maninchedda di dimettersi è stata dettata solo dalla volontà di perseguire grandi idee e tenere alto il confronto con la hiunta – ha precisato Sedda -.  I Lavori pubblici si sono distinti per il grande lavoro degli ultimi tre anni, adesso il suo posto è stato preso da Edoardo Balzarini, a dimostrazione del fatto che la nostra forza politica non è attaccata alle poltrone”. (Ansa).

Un turista olandese, Maatthias Maaeten, di 63 anni, è morto in un incidente stradale avvenuto questa mattina sulla provinciale 11 che collega Riola Sardo a Narbolia. A provocare lo scontro fra due auto sarebbe stata una mancata precedenza all’incrocio per San Vero Milis. Nel violento urto è rimasta gravemente ferita anche la moglie della vittima, che è stata ricoverata all’ospedale San Martino di Oristano. Secondo i Carabinieri, i due turisti, che viaggiavano su una Renault Clio ed erano diretti al mare, si sono scontrati con una Polo, su cui viaggiavano due ragazzi di Narbolia, di 19 anni e 24 anni, che se la sono cavata con leggere ferite. Sul posto, oltre ai Carabinieri sono giunte anche tre ambulanze del 118 e i Vigili del fuoco di Oristano.

Il Posto Polfer di Oristano compie 110 anni. Istituito nel 1957 (al comando del Vice Brigadiere Bernardelli), attualmente è composto da 10 unità, dirette dall’Ispettore capo Francesco Zoccheddu. La Polizia ferroviaria di Oristano ha  competenza territoriale da Pabillonis a Macomer, e vigila su oltre 95 chilometri di linea ferroviaria (11 stazioni) tra le province di Oristano, Cagliari e Nuoro. La Polfer ha sede presso la stazione di Oristano, dove si fermano, giornalmente,  31 treni per il trasporto viaggiatori. Negli ultimi due anni la Polizia ferroviaria di Oristano ha effettuato, complessivamente, 1560 servizi nelle stazioni, scortati 402 treni, effettuati 172 pattugliamenti lungo la linea ferroviaria e ha identificato 4980 persone (111 stranieri). Inoltre, ha elevato 56 verbali per violazioni amministrative, denunciate 4 persone, mentre una è stata arrestata. La Polizia ferroviaria è presente nel territorio non solo in ambito ferroviario, ma anche attraverso servizi per la prevenzione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, merci pericolose e furti di rame. La specifica attività di prevenzione viene pianificata e realizzata, contemporaneamente, anche con la sinergia di altre forze di Polizia ferroviaria europee, con cadenze periodiche. Una particolare sensibilità, che contraddistingue da sempre gli operatori della  Polizia ferroviaria, ha condotto a realizzare il progetto “Train … to be cool”,  con lo scopo di diffondere l’educazione alla legalità tra gli studenti. La campagna, nata all’inizio del 2014, consiste in una serie di incontri tenuti dai Poliziotti presso le scuole di tutta Italia, in cui vengono rappresentati i pericoli e i comportamenti anomali tenuti dagli utenti in ambito ferroviario, che possono portare ad eventi imprevisti e non voluti.

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