LO IUS SOLI

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— LO IUS SOLI —

Fanno impressione coloro che dicono di essere cristiani ma dicono esattamente cose anticristiane. Lo leggo soprattutto in post diversi politici e di moltissimi utenti di Facebook.
Uno fra tutti Silvio Berlusconi che dichiara: “Noi non siamo contro l’integrazione anzi, da liberale e da cristiano, la considero un valore assolutamente positivo. Ma è giusto integrare chi si sente davvero italiano: chi ama l’Italia e il nostro modo di vivere, chi adotta uno stile di vita che sia compatibile con il nostro. “
Silvio Berlusconi dimostra di essere in difficoltà con il suo elettorato.
Certe persone dovrebbero vergognarsi nel fare certe affermazioni dicendo cose a caso che nulla hanno a che fare con i bambini in carne e ossa che hanno diritto all’accoglienza, italiani più di noi.
Gesù ha detto cose diverse, oltre ad essere il primo degli immigrati, rifugiati, senza cittadinanza.

Ma COSA E’ LO IUS SOLI?
Lo ius soli è un istituto che conferisce la cittadinanza in base al territorio in cui si è nati, a differenza dello ius sanguinis, che la conferisce in base alla cittadinanza dei genitori.
In Italia al momento vige lo ius sanguinis, e su questo è in corso un acceso dibattito. La legge, approvata alla Camera il 13 ottobre 2015 – ferma in commissione al Senato a causa dell’ostruzionismo della Lega Nord che ha presentato migliaia di emendamenti per tardarne l’approvazione e arrivare così a fine legislatura – si propone di introdurre uno ius soli temperato (quello in vigore nella maggior parte dei Paesi europei), con vari paletti.

CON LA NUOVA LEGGE ITALIANA – Un bambino nato in Italia ha diritto alla cittadinanza se uno dei due genitori è in Italia con permesso di soggiorno da almeno 5 anni ed è in possesso dei seguenti requisiti: un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, un alloggio idoneo e il superamento di un test in lingua italiana.
La legge introduce inoltre il cosiddetto “ius culturae”: ha diritto alla cittadinanza il minore nato in Italia o arrivato prima dei 12 anni che ha frequentato le scuole per cinque anni e ha superato almeno un ciclo scolastico (elementari o medie).
In entrambi i casi è necessario il nullaosta del Viminale, a certificare che non ci siano controindicazioni per motivi di sicurezza.
Sono dunque ingiustificati gli allarmismi di chi paventa un arrivo in massa di donne incinte pronte a partorire sulle spiagge di Lampedusa bambini “italiani”. Perché quei bambini potranno diventare italiani solo dopo aver completato le scuole elementari.
Secondo la Fondazione Leone Moressa, che ha effettuato uno studio sull’impatto che avrebbe questa riforma in Italia, circa 800mila tra ragazzi e bambini avrebbero diritto alla cittadinanza. Inoltre, ogni anno ci sarebbero circa 60mila nuovi italiani.

Vediamo ora come funziona il diritto alla cittadinanza per i minori nei principali Paesi d’Europa e del mondo.

USA – Negli Stati Uniti vige lo ius soli puro, sancito dal XIV emendamento della Costituzione. Chi nasce in territorio americano è cittadino Usa e dello Stato in cui è nato. Il principio è stato ulteriormente allargato allo spazio navale e allo spazio aereo nel 1988: persino chi nasce su un velivolo nello spazio aereo statunitense è cittadino americano. Lo ius soli, tipico della cultura anglosassone, vige anche nella maggior parte dei Paesi dell’America Latina.
INGHILTERRA – Si diventa cittadini britannici se un genitore ha cittadinanza britannica o è legalmente residente nel Paese a certe condizioni: deve possedere l’”indefinite leave to remain”, un permesso di soggiorno permanente, o il Right of Abode, ossia il diritto di dimora.
GERMANIA – Il minore nato in Germania diventa cittadino tedesco se uno dei due genitori ha il permesso di soggiorno e vive in Germania da 8 anni.
FRANCIA – Cittadinanza automatica per chi nasce in Francia da un genitore straniero nato a sua volta in Francia. Negli altri casi bisogna attendere i 18 anni, e la cittadinanza la ottiene solo chi ha vissuto in terra transalpina per 5 anni. Dai 13 anni in su c’è la possibilità di richiederla, sempre rispettando il requisito dei 5 anni di residenza in Francia.
BELGIO – La cittadinanza è automatica se si nasce sul territorio nazionale, ma arriva solo al compimento della maggiore età, o una volta compiuti 12 anni se i genitori risiedono in Belgio da 10 anni.
OLANDA – La cittadinanza è automatica solo se si nasce da un genitore olandese: in caso contrario si diventa olandesi solo a 18 anni, se uno dei genitori vive nel Paese da 5 anni di fila e ha regolare permesso di soggiorno.
SPAGNA – Se uno dei due genitori è nato in Spagna la cittadinanza si acquisisce automaticamente, altrimenti bisogna vivere 10 anni in terra iberica con un lavoro e un permesso di soggiorno permanente.

Paolo Falqui per medasa.it

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