A Carloforte riapre lo storico cinema “Cavallera”. Ma chi era Giuseppe Cavallera?

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Dopo oltre un anno di chiusura, ha riaperto al pubblico il glorioso Cavallera, uno dei cineteatri sardi di maggiore importanza, dal punto di vista storico-culturale e architettonico. Dedicato al fondatore, a fine Ottocento con i battellieri, del primo sindacalismo sardo. Per conoscere meglio la sua figura proponiamo una relazione di Pietro Murandi, letta nel corso del  Convegno su Giuseppe Cavallera tenutosi 28 settembre 2016 alla Camera del Lavoro di Cagliari.

Di Pietro Murandi

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Giuseppe Cavallera (1873 – 1952) ha radicato e diffuso il socialismo e il sindacalismo in Sardegna, ha ispirato e guidato i primi movimenti popolari nell’isola. Bisogna sfatare l’idea diffusa, che a volte si sente e si legge, che i primi movimenti popolari in Sardegna siano stati quelli ispirati dal sardismo, dopo la prima guerra mondiale. In realtà tali movimenti popolari risalgono a un quarto di secolo prima e al movimento socialista.  Il socialismo fu radicato in Sardegna alla fine dell’Ottocento ad opera di militanti giunti nell’isola con l’obiettivo di diffondervi le idee e le organizzazioni socialiste.

Giuseppe Cavallera fu uno di essi, la sua azione si impose rapidamente come la più efficace, duratura e profonda. Fu lui, giovanissimo, a dedicarsi e ad assolvere con decisione alla missione, come si diceva allora, di diffondere il socialismo nell’isola fra i lavoratori e di radicare fra essi una piena coscienza dei loro interessi di classe. Non che in Sardegna non ci fossero circoli socialisti, ma erano formati generalmente da borghesi massoni e anticlericali, senza rapporti con la classe operaia, anche perché ben poca ce n’era nell’isola. Circoli si trovavano a Cagliari, a Sassari, a Tempio con l’esponente riformista Claudio De Martis, che è probabilmente il più autentico rappresentante di quel tipo di socialisti.

 

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