Dal Rugby al Wrestling, serie compromessa? 68-74 (0-2)

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C’era una volta un gioco, uno sport. C’era una volta il Basket, con le sue regole e le sue partite. Chi dice che i playoff sono un campionato a parte ha ragione. Chi dice che essi sono anche uno sport a parte… ha ragione lo stesso. La serie fra Trento e SASSARI pare ormai compromessa, segnata indelebilmente dal marchio “quest’anno non andate avanti”. Ma la Dinamo ieri poteva fare un pochino meglio e non l’ha fatto, pur giocando una buona partita.

Trevor c’è

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Quel marchio con le regole del basket poco ha a che fare, e porta in sé un messaggio chiaro: se un giorno ci dovremo giocare alla 30° giornata la permanenza in serie A verremo spinti con la testa sott’acqua e fatti retrocedere senza pietà, senza che si possa fare niente in campo, giocando anche la migliore partita possibile.

We hit hard“, recitavano ieri alcune magliette viste addosso a trentini nelle tribune. Qualcun altro aveva nella sua maglietta una scritta con l’inchiostro “simpatico”, quello al limone: “allowed”. La storia della partita (eufemismo) di ieri sta tanto qui (ma non solo). Ed è un peccato, ma i fatti sono fatti. Che dobbiamo fare allora, sposare la linea “politically correct” della società, che non alza la voce contro queste cose come invece in passato facevano i Milia e i Mele, o diciamo le cose come stanno? Già, perché è facile: basta guardare. Poi se per i puristi, gli esteti, i moralisti queste sono “chiacchiere da bar” e chi fa notare queste cose “non lascia un buon messaggio ai propri figli”, allora pazienza. Andate a chinare la testa altrove: chi ci prende a pesci in faccia gradisce questo, se a voi piace… fate pure. Scusate ma noi queste belle cose le facciamo notare, anche perché erano in diretta nazionale. Nel secondo tempo di ieri dopo la gragnuola di triple che hanno portato la DINAMO sopra di 7 punti e in grande fiducia verso un finale luminoso che avrebbe portato a una vittoria meritata, il basket è cambiato, e dal rugby di gara1 è diventato wrestling. Le avvisaglie si erano già viste prima, ma almeno l’arbitraggio era stato equanime, fra falli ben divisi e tiri liberi equilibrati: 9 per parte nella prima frazione. Poi cambia tutto. Ma già dal primo tempo qualcosa era stato messo in chiaro, e il compitino è stato portato a termine nel secondo. Le cose più evidenti della partita? Lydeka e Lawal vengono agganciati da dietro e colpiti alla spalla e al braccio che non tira, e invece dell’antisportivo la palla cambia padrone; Rok viene sgambettato con allungo della gamba (anche sollevata), finisce faccia a terra ma è solo un semplice fallo. Mentre dall’altra parte Bell evita un canestro facile di Sutton colpendo con vigoria il pallone e una mnima porzione di mano che tira, esso va fuori, risultato: stesso metro? ridiamo. Fallo a Bell (che ci potrebbe anche stare), solo che il fallo è antisportivo (possiamo accettare anche questo, anzi no: perché dall’altra era stato visto diversamente). Ma non è finita, nella stessa azione Bell viene spinto a terra e Sutton gli si butta sopra – dopo che David è caduto – e gli allunga due gomitate in faccia. Fallo? macché. Espulsione? ridiamo assieme. Allora Bell si alza e si fa avanti, e l’arbitro che fa? Lo guarda con fare minaccioso, Bell! Sutton se ne va tutto contento. Contento anche perché almeno cinque o sei sue proteste talmente plateali che sembravano il teatro napoletano di periferia vengono lasciate passare per cosa buona e giusta, quando in gara1 il fallo tecnico era stato affibbiato (se non ricordo male a Craft). E Pasquini? Si permette di protestare e viene minacciato di fallo tecnico, lui! Fantastica poi nel secondo tempo la precisione chirurgica con cui quando un trentino arriva al quarto fallo, immediatamente veniva messo in franchigia e poteva pestare allegramente senza vedersi fatto accomodare in panca col quinto. Una precisione che non aveva neanche Giotto quando dipinse il cerchio perfetto (dilettante!).

Questi sono gli episodi salienti che hanno una cinica bastonata sulla testa a contorno: Trento nel secondo tempo viene mandata in lunetta 11 volte, e in due occasioni il nostro difensore aveva le mani larghe (non spingeva, non colpiva) e le gambe ben ferme; la Dinamo invece si vede concessa l’enorme quantità di 4 tiri liberi (ce li baciamo), quando i contatti diventano una mattanza di bassa lega.  Il basket è diventato questo. Vi piace? Le scelte degli arbitri sono queste. Vi piacciono?

Cari arbitri, cara FIP, quindi è questo quello che volete. Non siamo sorpresi. Se vi fa piacere possiamo anche non scendere in campo martedì, domani. Tanto non fa differenza, giusto? La vera domanda è: PERCHE’?

Italiani sotto tono. Forza Capitano!


Eppure… botte da orbi a parte e lasciapassare alla tonnara annessi, Sassari se pure ha giocato meglio di gara1 nel finale ha fatto alcune scelte di tiro che non mi sono piaciute, affrettando le conclusioni. Si è disunita, gli input dalla panchina non sono stati quelli corretti. Consideriamo poi una cosa, attenti: esce Lacey per tre falli e la squadra cala di botto. Pasquini ha parlato di ritmo perso quando Trevor l’ha dovuto togliere. Non sono d’accordo: Trevor più che ritmo stava assicurando punti in situazioni di isolamento, perché il gioco corale latitava.

La serie ormai è compromessa. Teoricamente dallo 0-2 si può risalire, ma nei fatti è durissima. E non lo dico per sfiducia in un gruppo che ieri si è abbastanza ritrovato, o per sfiducia in un coach che qualche accorgimento tattico lo ha fatto (unica grande pecca nella zona: dietro, ai lati) e tanto di più non può fare, lo dico anzitutto per la totale sfiducia che tutto quello che ci è stato tolto in massa OGGETTIVAMENTE non ci verrà restituito (se non in misura minore, per fare contenti i fessi), ma anche perché la nostra squadra non sta giocando davvero bene come potrebbe, basterebbe fare questo e le botte passerebbero in secondo piano. Non è solo una questione di botte prese, botte date, e fischi arbitrali discutibili. Questa serie non va avanti, a meno che non succeda un miracolo. Essere migliori di otto avversari in campo è impresa quasi impossibile, ma è ancora più difficile spuntarla considerando che Trento ha una forza mentale e una organizzazione superiore alle nostre, Buscaglia docet. Le immagini parlano da sole, riguardatevi le partite. E’ tutto là. Botte ma anche gioco non pienamente all’altezza. Tutto si muove nell’equilibrio di questi due fattori. Possiamo accettare gara1, dove Trento ha sì pestato ma ha anche giocato meglio e quindi ha vinto con merito, ma questa gara2 è più difficile da buttare giù, perché si poteva vincere. I nostri errori ci sono. Dobbiamo giocare ancora meglio.


Vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno? Proviamo. Ieri si è ritrovato un po’ di tiro da fuori, si è vinta nuovamente la battaglia a rimbalzo, limitando a 7 i rimbalzi offensivi di Trento, si sono fatte spaziature più ampie nella circolazione della palla allargando e ribaltando sugli angoli, si è attaccato meglio nel pick and roll, e quando Trento era a zona nel lato dietro col giocatore più basso si è servita la palla in post. Tutte cose buone. Attacchiamoci a queste.

Dei singoli che si può dire? La scelta di schierare Carter al posto di Lighty a mio giudizio è stata corretta: Josh ha tiro, David no, e ieri serviva quello. Bene Bell e Lacey; bene Lydeka che sotto canestro ha quasi fatto il vuoto ma non è andato in lunetta neanche una volta dopo aver fatto il pieno di ogni tipo di botta (il vero scandalo forse sta qui); male Lawal; bene Dusko ma solo in avvicinamento a canestro (hey Mastro, lasciale perdere le triple, adesso non le hai); sulla sufficienza gli altri, italiani esclusi (-3 D’Ercole, -5 Devecchi, 0 Sacchetti – parliamo di valutazione eh, perché i punti complessivi sono 2, amen). Sul coach non ho poi tanto da lamentarmi: ha fatto alcuni correttivi necessari, anche se non ha brillato. Ma Buscaglia gli è ancora superiore, si è visto anche ieri. Tanti piccoli dettagli hanno partorito (assieme all’arbitraggio il 66-85 finale nella valutazione complessiva. Una cosa bisogna rimarcare, come detto sopra: alla fine nella totale sfiducia derivante anche dai non fischi degli arbitri, i nostri ragazzi hanno fatto alcune scelte di gioco discutibili, affrettando le conclusioni al tiro invece di ragionare. Ci sta, erano stanchi e non venivano tutelati dalla terna come si stava vedendo dall’altra parte, però qualcosa in più la si poteva fare. E anche questo ha fatto la differenza.
Ora si passa al martedì di fuoco. Ieri mattina mentre la maggior parte di voi era al mare o in giro a vedere i fiori noi si era al lavoro per la prossima coreografia. Ho raggiunto la truppa dell’Orgoglio Biancoblu e sotto il sole abbiamo lavorato per voi. Già, VOI: domani fate tifo o andate in abito a fare passerella? Nel primo caso siete ben accolti, nel secondo andate pure al cinema, non abbiamo bisogno di voi.

   

Commenti? Rimettiamo il voto del nostro MVP. Poi sotto lo spazio è aperto. Astenersi moralisti e capi chini.







#ForzaDinamo

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