Di brutte figure e crolli verticali. Trento ci schiaccia 55-65 (0-1)

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Come facevo breve cenno un paio di giorni fa, parlando con amici, parenti e conoscenti avevo raccolto impressioni positive in merito a questa serie, e ad esse ho contrapposto un po’ dell’esatto contrario. Gli errori nelle ultime scelte di gioco nella sconfitta casalinga con la Reyer avevano trovato una logica conseguenza nella disfatta di Caserta. Non vedevo luce in fondo al tunnel.

 

CAPORETTO

   

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Se di tunnel si poteva parlare, però. La DINAMO si trova adesso nel tunnel. E se sarà pure vero che è stata solo una sconfitta, che la serie è solo 0-1, questa terza sconfitta consecutiva si pone in perfetta linea consequenziale rispetto alle due gare precedenti, e ci mostra una squadra in grosse difficoltà nell’impostare il gioco così come nel difendere sugli avversari.

Trento ha la migliore difesa del campionato, e ieri l’ha fatto vedere; SASSARI ha la seconda difesa, ma solo a tratti l’ha messa in campo. Non ingannino le situazioni di equilibrio del primo tempo, non ingannino perché Trento ha avuto tanti buoni tiri che ha sbagliato, e nel secondo tempo quei tiri sono semplicemente entrati, assieme a un ulteriore input difensivo che ci ha spaccato in due. 

Nei playoff gli arbitri italiani ogni anno scimmiottano sempre di più i pestilenziali e ridicoli arbitri NBA, che tutto lasciano correre rovinando il gioco e togliendo credibilità a una lega, la NBA appunto, che ha fatto diventare quel basket una patetica pagliacciata in nome dello spettacolo (ma: evviva evviva lo “spirito del gioco!”). La stessa corsa l’abbiamo vista nelle coppe europee, dove in Eurolega in primis e poi anche nelle altre manifestazioni… “si lascia giocare”. Ecco, anche in Italia da diversi anni siamo quasi sulla stessa linea d’onda. Può piacere, a me non piace, ma non è questo quello che conta. Quello che ha importanza è che le squadre si devono saper adattare a questa mattanza autorizzata. Trento l’ha fatto benissimo, Sassari quasi per niente. Ci possiamo lamentare delle gomitate in bocca ricevute da Lawal, delle botte al costato rifilate a Lydeka (che anche ieri aveva la febbre, mi è stato riferito – lo curate bene sì o no?) e ancora a Lawal: sono dovuti uscire per qualche minuto entrambi. E gli arbitri hanno lasciato correre. Possiamo lamentarci dei colpi in testa sotto canestro, dei body-check sul perimetro, ma… ragazzi: se sono permessi perché non ci adattiamo e picchiamo duro anche noi? In fondo in fondo con la terna non è andata così male: 18-21 il conto dei falli a nostro favore, con 10 tiri liberi concessi ai padroni di casa e ben 24 – una manna – a noi.

Ad averli questi due l’anno prossimo!
Trento – e qui sta la verità più luminosa – era messa in campo in maniera impeccabile, pronta a schizzare da ogni parte per raddoppiare ma anche coprire le linee di passaggio. La Dinamo è caduta nel giochino del raddoppio sotto canestro sui finti tagli alto-basso del lungo. Ora, se questi tagli li fa un Fesenko – faccio solo un nome – posso capire che si collassi in area (ma solo qualche volta, se no ciao). Ma se li fa una squadra – come Trento – che non ha centro di stazza ed è evidente che fa quel gioco per scaricare sulle mediane e poi eventualmente ribaltare… se non lo capisci che ci stai a fare là? Altra cosa, spesso Trento ha fatto salire l’uomo marcato dal nostro centro molto alto, fuori dall’arco, per mettere in difficoltà Tau o Gani e aprire la strada sotto, e allora perché aiutare da entrambi i lati sul giocatore più basso che scendeva alto-basso nel pitturato? Perché tutti lì e negli angoli e nelle mediane libere praterie di passaggio? Errori poi ce ne sono stati altri: mancata comunicazione sui cambi post blocco, con tre, quattro o anche cinque metri di spazio a chi usciva a prendere palla e poteva sparare comodamente un tiro da fuori. Ancora: accoppiamenti sul contropiede avversario? Voi li avete visti? Totale disorganizzazione.
   
In attacco grosse nostre difficoltà con Trento difensivamente ben alta sull’arco in tutte le direzioni e molto rapida come detto a correrti addosso, ma soprattutto a borseggiare varie volte il pallone! Sassari ha dimenticato quanto di buono fatto in tante partite, e ha girato male se non malissimo la palla, facendo pochi tagli (quasi mai omaggiati con un passaggio) e rimanendo con la palla in mano troppo tempo. 22 palle perse, totale confusione, a fronte di 8 piccoli recuperi, laddove invece l’Aquila è stata in pareggio: 13-13. E a proposito di trattamento di palla: gli assist recitano il de profundis con un 9-20 che ghigna dal buio dello sgabuzzino.
  
E’ andato tutto male, eppure nel primo tempo si è rimasti a galla. Si è mandata la palla sotto ai lunghi che hanno avuto qualche fischio – sacrosanto – a favore. Ma per il resto si è caduti nella trappola di Buscaglia, coach che purtroppo per noi ha rinnovato per due anni a Trento. Come lo vedrei bene nella nostra panchina (questo l’han detto anche a Milano).
Le cifre della contesa sono impietose, e sono perfettamente riassunte nel 48-78 della valutazione complessiva, una pietra tombale che ci cade in testa schiacciandoci a terra. Da più parti ho letto che domenica sarà una partita diversa. Io me lo auguro con tutto il cuore, forse perché peggio di ieri non si può giocare (forse), forse perché se è vero che “si deciderà nei dettagli”, i dettagli li ha scritti tutti la terna tecnica avversaria, mentre la nostra ha le mani nei capelli, esattamente come noi.
   
Voglio vedere il bicchiere mezzo pieno. I motivi sarebbero tanti. Un solo esempio: loro sono in 7 con alcuni comprimari giovani, noi in 10 (visto che due non hanno la fiducia del coach). Questo alla lunga forse potrebbe giocare a nostro favore.
  
Si dovrebbe parlare di singoli. Ma lo faccio diversamente dal solito. Dico che solo in tre si sono avvicinati al 6- e questi sono Lawal (9p+11r), Bell (perché è stato l’unico ad arrivare in doppia cifra – ma quelle 5 palle perse sono da CPR) e Sacchetti (ha segnato sì solo un punto, ma sotto canestro ha fatto reparto da solo, con 9r). Gli altri sono da mettere dietro la lavagna, tutti. Lighty a 0 punti, Lacey a 2 (ma lo possiamo scusare, almeno per ieri, perché era al rientro), e chi ha segnato un po’ di più lo ha fatto poco e male. In ogni caso è stato il gioco corale a fare acqua da tutte le parti. Male nell’impostazione dalla panchina, malissimo nell’esecuzione in campo. Un disastro.

Buscaglia da 30 e lode, Pasquini da rimandato a settembre. Con quello che avevano fra le mani (pochi giocatori il primo, tanti il secondo) la differenza è stata enorme. Una vera umiliazione tecnico-tattica. Nelle interviste post partita i due coach hanno parlato del terzo Quarto, decisivo. Sì, solo nel punteggio. Nel gioco la differenza si è vista anche negli altri 30′. L’impressione che ho è che possiamo fare di meglio, perché è nelle nostre corde, ma il problema è che questo vale anche per i nostri avversari, anche se in maniera minore.

Oggi è un sabato di sole ma fresco, qui a Sassari. Esco. Nessuna votazione su twitter sul nostro MVP, non voglio risultare ridicolo. Pensiamo ad altro. Se volete parlare voi, lo spazio è aperto. Io mi sono appena riletto, e sono stato molto duro. Ma devo essere sincero. Oggi la vedo così. Spero di vederla diversamente domani.










#ForzaDinamo



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