A.S.D. Torres, Mario Desole: ”Campionato positivo, soddisfatto della nostra crescita. Questo gruppo può togliersi tante soddisfazioni”

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Mario Desole

SASSARI – La gara contro il Trilacum, la 22a del Girone A della Serie A, ha definitivamente archiviato il campionato della Torres C5 che ha concluso il torneo al settimo posto e a quota 30 punti. Uno dei protagonisti è stato senza dubbio mister Mario Desole, capace di guidare la squadra verso una salvezza tranquilla e di raggiungere l’obiettivo che lui stesso e la società si erano prefissati dall’inizio della stagione. 

Mister, partiamo dalla fine: settimo posto conquistato e 30 punti totali. A inizio stagione ci avresti messo la firma?
”Sicuramente si. Abbiamo disputato un campionato completamente nuovo e diverso e non eravamo a conoscenza del livello del torneo. Posso affermare con certezza che a fine campionato c’è stato un po’ di rammarico perché potevamo fare sicuramente di più; questa mia convinzione è maturata dopo aver visto tutte le squadre coinvolte e soprattutto per la costante crescita delle giocatrici nell’arco della stagione.”

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Tutto sommato l’obiettivo dichiarato ad inizio stagione non è mai stato messo in discussione. Ti aspettavi un percorso del genere?
”Mi aspettavo un percorso più complicato e pensavo di lottare per la salvezza sino alle ultime giornate. Vedendo come la nostra squadra ha affrontato il campionato gara dopo gara, per un periodo abbiamo anche cullato il sogno di cambiare obiettivo e nello specifico di raggiungere i playoff.”

Quando ti sei reso conto che la squadra aveva tutte le carte in regola per la Serie A? C’è stata una partita, un momento della stagione in cui l’hai percepito?
”Già alla terza giornata contro il Real Fenice avevo capito che avremmo potuto dire la nostra da protagonisti. Dopo il pareggio ottenuto in trasferta a Venezia mi sono definitivamente reso conto del potenziale della squadra: disputammo una partita di grande spessore evidenziando qualità tecniche e fisiche di un certo livello, ma soprattutto notai una grande coesione dell’intero gruppo che stava diventando sempre più squadra. Da quel momento in poi le ragazze sono cresciute sempre di più acquisendo quella convinzione nei propri mezzi che ci era mancata nelle prime giornate.”

Un anno di esperienza alle spalle: com’è la Serie A? Come si è sviluppata la preparazione e l’organizzazione generale soprattutto per quanto riguarda le trasferte?
”Siamo ripartiti con le ragazze che ci hanno permesso di raggiungere la Serie A pur sapendo che occorrevano dei rinforzi per arrivare preparati e disputare un campionato consono ai nostri obiettivi. Ci siamo adoperati fin da subito e abbiamo incrementato l’organico con quattro giocatrici, nello specifico con i ritorni di Diez e Puggioni e i nuovi innesti Sotgiu e Marchese. Grazie al loro arrivo abbiamo migliorato notevolmente la qualità della squadra. Per quanto riguarda l’organizzazione delle trasferte, a livello tecnico, per noi squadre sarde è sempre più complesso in quanto le ragazze sono costrette ad uno sforzo fisico importante; nonostante questo si sono dimostrate forti e tenaci, tant’è vero che in trasferta spesso abbiamo giocato meglio rispetto alle partite in casa davanti al nostro pubblico. Per quanto riguarda l’organizzazione tecnica e gestionale, a differenza dell’anno precedente in cui affrontavamo un campionato regionale, ho dovuto chiedere una maggior attenzione e una maggior concentrazione durante gli allenamenti; in certi momenti della stagione questo ha creato una competitività maggiore all’interno del gruppo, un agonismo sano tra di loro che le ha caricate ancora di più e ha incentivato la voglia, gli stimoli e quella determinazione necessarie per il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo prefissati. Questo, a mio modo di vedere, è una cosa del tutto normale e molto positiva perché mi ha fatto capire di avere un gruppo di giocatrici intelligenti che hanno saputo mettersi in discussione e a totale disposizione per la causa.”

La preparazione delle gare è stata diversa rispetto al passato?
”Assolutamente si. Il campionato di Serie A non permette cali di concentrazione, dunque durante la settimana si è cercato di lavorare sempre su questo aspetto e sulla tattica, fondamentale per questo sport e per questo campionato; proprio per questo motivo abbiamo dovuto incrementare il lavoro tattico perché quello svolto sino alla scorsa stagione non sarebbe stato sufficiente per questa categoria.”

A livello societario questa esperienza vi ha dato degli input per il futuro?
”Di sicuro i dirigenti – così come me nelle vesti di allenatore – hanno un’esperienza in più alle spalle e credo che tutti abbiano svolto un ottimo lavoro sotto tutti i punti di vista: non ci hanno mai fatto mancare nulla e conoscendoli sono sicuro che sono già al lavoro per organizzare al meglio la prossima stagione. Vorrei aprire una piccola parentesi per ringraziare tutti i dirigenti e lo staff per la bella avventura che abbiamo condiviso insieme.”

Tra alti e bassi, quali sono stati i momenti migliori e peggiori della stagione?
”Il momento migliore c’è stato a cavallo tra il girone d’andata e il girone di ritorno, dove la squadra aveva ottenuto una consapevolezza dei propri mezzi davvero importante e vedevo nelle ragazze la determinazione di giocarsi le partite sino in fondo. Il momento peggiore, purtroppo, è arrivato quando abbiamo capito che la salvezza era archiviata e che gli ipotetici playoff erano ormai irraggiungibili.”

La miglior partita della stagione.
”Più che la miglior partita citerei il miglior primo tempo, esattamente quello disputato contro il Rambla nella gara di andata: non abbiamo concesso niente alla capolista e, con tutto il rispetto per il Rambla, credo umilmente di aver messo in netta difficoltà la formazione che ha vinto meritatamente il campionato.”

La peggiore?
”E’ difficile trovarla… Penso che la gara dell’andata con il Trilacum non sia stata la peggior partita ma quella che ci ha lasciato l’amaro in bocca. Purtroppo per noi abbiamo dovuto affrontarla senza portiere e per questo possiamo parlare di una brutta partita solo per quanto riguarda il risultato, senza dubbio non per quanto riguarda l’impegno.”

Il campionato è ormai concluso: è stato un percorso lungo, difficile e soprattutto molto faticoso. Che cosa ti lascia in eredità e che cosa ti ha insegnato questo primo campionato nazionale?
”È stato un campionato appassionante sotto tutti i punti di vista: emozionante, faticoso, complicato ma anche divertente e stimolante. Ci siamo confrontati a livello nazionale e ora posso tranquillamente dire che siamo sempre stati all’altezza della situazione e non abbiamo nulla da invidiare a nessuno né sotto l’aspetto tecnico né sotto l’aspetto tattico. E’ stata una stagione quasi perfetta e il merito va soprattutto alle mie giocatrici che si sono messe a disposizione con la massima serietà. Le ringrazio una ad una ed in particolar modo coloro che hanno giocato meno e che non hanno mai fatto mancare la loro professionalità. Qualcuna mi avrà apprezzato e qualcun’altra, magari, ogni tanto non mi avrà sopportato; voglio però ribadire il concetto che tutte mi hanno regalato una grande stagione e tantissime emozioni. Grazie di cuore.”

Il futuro della Torres può diventare veramente importante nei prossimi anni?
”Mi auguro di si perché ci sono tutte le condizioni per fare sempre meglio. Sarò ripetitivo ma ci tengo a ribadire anche questo concetto: la società ha dalla sua un gruppo di dirigenti molto valido e spero che in questi anni saranno supportati da altre persone altrettanto valide che lavorino insieme per il bene della Torres.”

Stefano Migheli – www.torrescalcioa5.it

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