Il Buzzer-beater di Trevor!!! Sconfitta Brindisi 79-78

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La serata delle grandi emozioni. Partiamo dalla fine. Sciupato un vantaggio di 19 punti, la DINAMO arranca e sbanda paurosamente nel finale di partita. Mancano poco più di 4″, la palla viene rimessa su Trevor Lacey (già raddoppiato), egli scatta verso il canestro con le movenze jordanesche di una pantera in caccia, semina avversari, ambulanze, paletti dello slalom speciale, cespugli di mirto, rovi carichi di more, anziani e vecchie signore, e con ultimi due passi da triplista appoggia a canestro subendo un contatto da dietro. La palla dopo aver baciato l’amico tabellone si infila nel cesto pochi istanti prima che la sirena urli: “è finita”.

QUESTA E’ SASSARI: GRATITUDINE

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Tutti scattiamo in piedi e alziamo le braccia al cielo in preda a una gioia incontenibile. Trevor corre lungo la linea laterale ruggendo come un leone, e viene seppellito di abbracci. Brindisi è totalmente squassata per un finale che non si aspettava, ed esce dal campo mestamente, con Meo che rifiuta un giornalista con telecamera. Incredibile! Eppure è successo.
                  

                       
Il basket sa regalare emozioni fortissime. Ieri come detto era una serata davvero particolare, speciale: tornava a SASSARI il coach della promozione e dei quattro trofei. Il tributo dei tifosi è stato encomiabile, ma su tutto ciò che ruota attorno a questo parliamo più avanti, con calma.

Meo in panchina dopo l’applauso (foto A. Spanedda)


Torniamo alla partita. Mi aspettavo molto di più dai ragazzi di Meo. Brindisi aveva frullato Avellino (Ragland assente) la settimana scorsa, sfoggiando un Samuels d’annata. Ieri il lungo (e grosso) jamaicano ha messo in campo una prestazione a dir poco opaca. Ben marcato da Gani, ha perso 5 palloni sanguinosi e segnato un solo punto. E ciò proprio nella partita che avrebbe portato la sua Brindisi dentro la zona playoff. Ci avete fatto caso? Se la Dinamo ieri avesse perso ora sarebbe fuori dalle otto, ora invece ha 4 punti da gestire e finalmente una settimana per tirare il fiato e preparare l’assalto a Trento (che ha battuto una Milano distrutta dagli infortuni, e soprattutto sta giocando un basket concreto ed efficace).

Il più atteso, il più deludente: Samuels (foto A. Spanedda)


Detto di Samuels, che in soli 13′ – quelli avuti ieri – ha rimesso i piedi per terra, di Brindisi si può dire che gioca proprio come vuole Meo: corri e tira. Organizzazione di gioco abbastanza carente, circolazione di palla al minimo e tanto fuoco da oltre l’arco: 21 tiri presi da due, 30 da tre ma col 46.7%. E’ bene rimarcare che almeno quattro di questi tiri sono stati letteralmente buttati per aria in momenti di euforia cestistica e sono andati dentro, altrimenti da quel -19 gli ospiti non sarebbero mai e poi mai risaliti. Ma è bene rimarcare anche che la Dinamo si è vista concedere quasi niente dalla terna arbitrale: 9 liberi in tutto (19 per Brindisi) e solo 2 nell’ultimo pericoloso Quarto. Troppo comodo. Sarebbe bastato poco di più e la musica sarebbe stata diversa. Quasi quasi la vittoria è più bella per questo motivo: siamo stati più forti di tutto, alla fine. E l’ultimo canestro di Trevor non può essere marchiato con un “abbiamo avuto fortuna”, perché fortuna è il tiro da 9 metri di Moore gettato in aria saltando di lato e avvitandosi in volo, non un’azione costruita in palleggio con quasi tutti gli avversari addosso. E a proposito di quell’ultima azione, riguardando il replay da dietro è evidente che Lacey è stato colpito… immaginate se avesse sbagliato il canestro per via di quel fallo non sanzionato. E con questo invito i puristi e buonisti a riflettere ancora una volta. Gli arbitri fanno parte del gioco e le cose vanno dette, sempre.

C’era anche lui, eh. (foto A. Spanedda)


Insomma, possiamo tirare un sospiro di sollievo, consci che finché la Dinamo è riuscita a giocare ha dominato nettamente la partita, e solo l’allegra sparatoria e alcuni mancati fischi stavano per rovinare la festa. E che festa!

Parliamo di singoli. David Bell: 20 punti (5 triple), 3 rimbalzi, 2 assist ma anche 4 perse; l’allungo del terzo periodo è stato lanciato da lui; chirurgico nel punire alcuni errori di lettura dei brindisini (che sono parsi organizzati male dietro). Trevor Lacey: l’unico raddoppiato alla grande ha catturato 4 rimbalzi, smazzato 4 assist e segnato 10 punti tutti infilati con grande fatica; poi il canestro finale: in questa stagione ha già fatto di tutto, diciamo che il buzzer-beater è la ciliegina su una torta che nei nostri sogni desideriamo ancora più farcita. Jack Devecchi: frequentemente battezzato dagli ospiti, ha infilato solo una tripla delle quattro generosamente concessegli; 3 assist, un recupero, 2 rimbalzi e qualche sfondamento subito; con lui in campo la Dinamo difensivamente era molto equilibrata. Brian Sacchetti: commovente l’abbraccio col padre poco prima della palla a due; 5 punti, 5 rimbalzi e 4 assist per una prestazione molto buona, e ricordiamo che marcava avversari nettamente più fisici e atletici di lui; una gemma di prestazione. Tau Lydeka: 8 punti e 7 rimbalzi frutto di una sagacia tattica fuori dal comune; splendidi movimenti sulle tacche, attenti taglia-fuori a rimbalzo; sempre attento. Rok Stipcevic: ancora alle prese con la coda del virus intestinale che gli ha rovinato l’ultima settimana, il nostro Duracell ha faticato tantissimo; 2 su 11 dal campo è una bruttissima cosa da leggere nello scout; fatelo riposare bene. Mastro Dusko Savanovic: 3 su 9 dal campo, ha sofferto tanto, ma un paio delle sue perle si sono lasciate guardare tranquillamente; 3 soli rimbalzi però. Gani Lawal: monumentale: 15 punti, 8 rimbalzi, 2 recuperi e altrettante schiacciate; ha ridicolizzato Samuels, è parso più attento e meno nervoso del solito; bene così. Lorenzo D’Ercole: 5′ vissuti fra difficoltà difensiva e sterilità offensiva. David Lighty: in netta difficoltà su entrambi i lati del campo, partita da dimenticare in frettissima.
          
Le panchine. Nettamente più organizzata la Dinamo. Brindisi ha messo la consueta pressione sul perimetro e ha organizzato i blitz in raddoppio quasi soltanto su Lacey; offensivamente ha espresso il solito corri-e-tira e tante situazioni di isolamento andate a buon fine. Sassari invece ha chiuso bene gli spazi sotto canestro, lasciando però appena scoperto lo spazio fuori e ha usato la zona meno del solito; mentre in attacco ha giocato molto più di squadra. Pasquini l’ha vinta anche così su Meo
  


Poi c’è il resto. Iniziamo da sabato, quando i nostri avversari sono arrivati all’aeroporto. Bel gruppetto per ringraziare Meo con coriandoli, regali, lettere e soprattutto tanti abbracci. Tante risate sparse, ma su una uscita di Meo non c’era niente da ridere. Meo ha perso l’occasione per fare la figura del signore. Quella battuta su Sardara la poteva benissimo evitare. Io capisco perfettamente che per l’esonero ci sia rimasto male (ne aveva avuto altri), ma aveva avuto già occasione di dire la sua nel libro (che ho letto di gusto mesi fa, è davvero bello) in merito a questo. Quella battuta era fuori luogo, e rabbrividisco alle – non molte per fortuna – risate di alcuni dei presenti in quel momento (ma per fortuna ognuno la pensa come vuole, viva la diversità). Quella brutta uscita mi ha fatto ricordare un episodio che mi vide protagonista passivo tanti anni fa in A2: Meo era nello staff societario di una squadra (non ricordo se Castelletto, Udine o altra) che si stava giocando la promozione; nel girone di ritorno la Dinamo vinse in casa; a fine partita nell’angolo di uscita dagli spogliatoi Meo leggeva nervosissimo i risultati provenienti dagli altri campi, e come terminò io – che avevo aspettato educatamente – decisi di avvicinarmi per chiedergli un autografo, come ho fatto con Meneghin e altri; la sua risposta? mi mandò via con sgarbo. Amen. Ecco, tornando a sabato: Meo non avrebbe dovuto fare quell’uscita, e forse anche a fine partita in tribuna stampa avrebbe potuto moderarsi un attimo, ma avendo appena perso al fotofinish questa forse la posso accettare. Signori si nasce, e lui lo è tanto, ma non sempre. Dall’altra parte… forse ben peggio, e mi cadono le braccia. Ci puoi restar male per quanto letto nel libro di Meo (dove fra l’altro il racconto della vicenda legata all’esonero non è stato così… cattivo, anzi molto signorile), ti può dar fastidio quella pessima uscita del giorno prima, però… abbiamo dato targhe e magliette a tutti, arriva il coach della promozione e dei quattro trofei e non fai niente? Occasione persa per mostrare superiorità ma soprattutto buon cuore. Cari Meo e Stefano, in passato avete mostrato di avere una cosa in comune: l’allergia alle critiche (ci sono passato anche io col vecchio blog e chi ci ha ospitato su Facebook, perché le critiche a volte espresse nel blog hanno portato a reazioni da parte vostra poco carine – tutte arrivate e riferite per interposte persone, guys, e sono ancora scolpite qua dentro). Ma soprattutto, ragazzi: siete andati assieme tante volte a promuovere negli ospedali, nelle comunità di recupero, nelle scuole i migliori valori umani legati allo sport e non solo, e oggi? Oggi andate a braccetto. Forse qualcuno si è comportato peggio, a giudicare da quanto si legge nei socials in merito alla vicenda dello striscione di ringraziamento, roba da Min.Cul.Pop. Ho chiesto all’autrice del post che racconta la vicenda meglio di come hanno fatto altri se potevo pubblicarlo qui. Ha scelto di rispondermi, e mi ha autorizzato: la ringrazio perché ella è una delle persone più attive di tutto il palazzetto nel promuovere il buon tifo e l’amore unito al rispetto per giocatori e allenatori anche quando vengono qui da avversari. Quel post è pubblico, così l’ha impostato, quindi come lo può trovare comodamente chiunque, lo potete leggere anche qui.


Io commento così: sono d’accordo con l’esposizione dello striscione (infatti la foto sopra è mia), perché ne condivido il messaggio positivo di affetto, così pieno di gratitudine. A volte bisogna soprassedere sulle questioni personali, mostrando di essere Signori e avere al 100% quello stile tanto – giustamente – sbandierato in ogni vicenda relativa alla nostra amata Dinamo.

Invito chi vorrà lasciare il suo commento sulla partita a non usare il linguaggio scurrile letto abbondantemente sui socials o su un sito (sì, quello dove inspiegabilmente viene permesso quasi di tutto). Siate moderati, o vi sego. Almeno qui siamo Signori, Noi! Infine se volete votare il vostro MVP di ieri sera, cliccate nel tweet e esprimete la vostra scelta.







Un post condiviso da Rok Stipcevic (@st.rok6) in data:




#ForzaDinamo


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