Eliminazione giusta: 76-79 col Monaco

Senza categoria

Mia Immagine

Ci abbiamo dormito su una notta intera, ma anche stamattina il giudizio non cambia: l’AS Monaco ha ampiamente meritato di staccare il biglietto di accesso alle Final Four di fine aprile (assieme a Tenerife, Venezia e Banvit), cosa che per noi comporterà lo slittamento proprio della partita contro la Reyer alla penultima giornata.

Orgoglio Biancoblu colpisce ancora! (foto Luigi Canu per BCL)

Mia Immagine

I motivi per cui i nostri avversari hanno meritato la qualificazione sono davvero tanti. Anzitutto hanno giocato entrambe le partite senza il loro top player Shuler, e ieri se ve ne siete accorti mancava pure quel Ouattara che otto giorni fa ci aveva punito severamente; bene, nonostante queste assenze davvero pesanti sono ugualmente riusciti a sovrastarci in tanti aspetti del gioco. Il primo e più importante è quello tattico: coach Mitrovic ha dimostrato di essere un allenatore di pregiata fattura. La sua squadra ha giocato una pallacanestro essenziale, fatta di durissima difesa e di letture chirurgiche in attacco. Il minor tasso tecnico MEDIO dei monegaschi rispetto alla DINAMO è stato compensato con un uso sopraffino dei giocatori cardine nel controllo palla, col resto della ciurma a dare un supporto che ieri è stato spessissimo impeccabile. I vari Wright, Bost e Gladyr (quest’ultimo la palla a terra non la mette mai, ma sa tirare davvero) hanno gestito perfettamente i possessi decisivi. Ma è la difesa di Monaco ad aver fatto la differenza. Scordatevi le disattenzioni della settimana scorsa sui nostri esterni, sì proprio quelle che avevano permesso a Rok e Lighty di infilare quelle triple incredibili, ieri Monaco era piegata sulle gambe, stava attaccata sempre all’uomo, forzava bene i blocchi e anticipava in chiusura ogni linea di passaggio. In questi casi solo una finta di uscita e immediato taglio back-door può aiutare, ma SASSARI l’ha fatto poco (seppure bene). Il resto è stato una sofferenza continua per il nostro attacco, perfettamente spuntato nei suoi punti forti. Monaco difende bene one-on-one e anche di sistema. L’unica fortuna degli ospiti è stata quella di ottenere una gestione dei contatti estremamente permissiva in troppi frangenti, poi negli ultimi minuti a risultato acquisito la terna ha rimesso a posto (si fa per dire) le cose. Chi è più grosso, più fisico e più scaltro queste partite le vive in carrozza. Bravi loro.

La Dinamo cosa poteva fare di più? A differenza di Monaco non c’è stata una crescita tattica dalla partita nel Principato a quella di ieri sera. Loro sono cresciuti tanto, tappando perfettamente tutto. La Dinamo invece ha fatto dei passi indietro, e alludo alla mentalità, attitudine e organizzazione difensiva. Poco sopra dicevo che i difensori monegaschi restavano attaccati all’uomo, e lo facevano sempre; dalle nostre parti lo si faceva per due, tre secondi, poi al porta-palla gli si lasciavano anche tre metri di spazio per leggere la difesa e regolarsi di conseguenza (molto evidente ciò in Bell e Lollo, meno in Rok). Ma la Dinamo si è accoppiata male nella transizione difensiva, nella quale tornava sì in buona velocità per evitare di concedere facili appoggi a canestro, ma l’errore madornale è stato quello di concedere triple aperte che hanno fatto male come la peste. Gladyr ieri sembrava Larry Bird, e stiamo parlando di un giocatore le cui medie sono la metà del fatturato di ieri notte. Così non va. Idem poi nella difesa su Wright e Bost, che hanno avuto spazio dai sette metri e l’hanno messa quasi sempre. Bravi loro ma polli noi.

Musi lunghi ma applausi meritati (foto Luigi Canu per BCL)


Tutti hanno giustamente parlato di un gran Cuore messo in campo dai nostri ragazzi, ed è vero: l’ho visto subito e lo applaudo alla grande. Ma il Cuore non basta quando fai questi errori, li fai troppo spesso e soprattutto tatticamente non cresci. Mirotic ha dato al nostro Pasquini una lezione di pallacanestro che difficilmente si dimenticherà. 

La nostra squadra però ha più di una giustificazione. Eternamente sbilanciata nel roster sugli esterni e con pochi lunghi, stanca per i lunghi viaggi, e in calo fisico-mentale dopo il picco della Coppa Italia, non so se si poteva raccogliere di più. Eppure sul +5 di inzio partita sembrava davvero possibile. Maledetta partita, giocata quasi tutta all’inseguimento, e con la sfortuna di arrivare tante, troppe volte a due possessi di distacco (sul -5 o -6) concedendo poi quelle facili triple o vedendosi bastonata dagli arbitri (le cui valutazioni sugli antisportivi sono da: ehi fischietti! allora?). Ma la terna è stata molto meno decisiva di tante altre volte, quindi non ha fatto la differenza.

Bravissima Monaco, brava anche la Dinamo, seppure in questa partita si raschia il fondo del “6 politico”.

Vanno evidenziate un po’ di cose sui singoli, stavolta facciamo tutto d’un fiato. BELL: pare che il riposo gli abbia fatto bene; anche se ha fatto molti errori in difesa, 20 punti e 5 assist sono un fatturato pregevole. LACEY: 18 punti, 4 assist ma è stato meno presente del solito; su di lui hanno difeso bene però. LIGHTY: serata da dimenticare, salvo solo i 5 rimbalzi. SACCHETTI: ampiamente sotto tono, infatti è rimasto in campo solo 10′. LYDEKA: 10 punti, 6 rimbalzi e 3 assist; per attitudine è stato forse il migliore dei nostri. STIPCEVIC: osservato speciale, annichilito e stritolato dalla difesa monegasca, una delle rare partite senza aver segnato dall’arco. La Nuova di oggi racconta che il buon Rok è alle prese con un virus intestinale. SAVANOVIC: 10 punti (tutti ottimi) e 6 rimbalzi per Mastro Dusko, il quale avrebbe meritato di andare in lunetta altrettante volte, chiedete agli arbitri perché: non vi risponderanno. DEVECCHI: 6′ per un solo canestro e niente altro; anche lui è in calo netto e la difesa ne risente tanto. D’ERCOLE: 3′ di niente. LAWAL: il peggiore in campo, 4 punti, un solo rimbalzo, e ogni volta che guarda il canestro frontalmente mi metto le mani nei capelli; è riuscito a far diventare un fantasma lungo e vano come Fofana un giocatore di pallacanestro. In netta involuzione e calo di fiducia.
                                                       
9 giocatori a referto per noi, di cui 4 in doppia cifra; solo 6 per loro, di cui 3 in doppia cifra. 80-88 nella valutazione. Le uniche voci davvero amiche nello score solo il -2 per noi nel saldo perse recuperate (10-8) e il -16 per loro (19-3), ma non si è capitalizzato. -3 a rimbalzo, poi leggete le percentuali al tiro e chinate il capo. Io non so se la Dinamo di febbraio avrebbe passato il turno, ma penso che una delle due partite l’avrebbe vinta. Usciamo da questa manifestazione con 160.000€ in tasca, e questo è buono. E’ altrettanto buono che ora si riposerà fra una partita e l’altra di quest’ultimo scorcio di stagione regolare. Ok sì, ma solo a partire dal post Brindisi di domenica: chissà in che condizione saranno i nostri ragazzi. Brindisi ha un’età media più bassa della nostra, e sta giocando da sempre ogni sette giorni, in più ha preso Samardo Samuels (il che vuol dire che dindini ne hanno davvero, nonostante le lamentele con lo sponsor principale, ma a quanto pare Sacripanti sta contagiando tutti). Io la vedo nera, sia per questa prossima partita che per il finale di stagione, ma spero davvero di sbagliarmi.


Ora se vi va, cliccate sul tweet e votate il vostro Dinamo MVP, poi lasciate il vostro commento sulla partita di ieri, allargandovi – se volete – a tutta la manifestazione europea che ci ha visto protagonisti.








#ForzaDinamo

Mia Immagine