L’occasione sprecata: 75-82

Senza categoria

Mia Immagine

Un’occasione sprecata e una certezza raggiunta: anche col roster ridotto all’osso Milano ci è superiore, come lo è per il campionato. Fuori Simon, Dragic, Kalnietis e Fontecchio, e con la precedente fuga di Gentile (il non umile per eccellenza del basket italiano), con Raduljica che si è messo fuori partita da solo (il suo rapporto con coach e squadra è al lumicino), la DINAMO si è lasciata scappare l’occasione di raggiungere la vittoria.

 

Orgoglio Biancoblu e la splendida coreografia (foto A. Sini)

Mia Immagine

L’utilità di questa vittoria sarebbe stata tutta per la nostra classifica, lasciando perdere campanilismi e rivalità coi meneghini. Ora si fa dura perché dopo questa debacle si deve volare ad Avellino, che ha raccolto on the road a Reggio Emilia la prima vittoria dell’era Logan. Peccato davvero. Partiamo dalla fine: Repesa prima della partita aveva dichiarato di temerci. Sembra uno scherzo, ma ha detto proprio così. Andava a incontrare la squadra più ostracizzata dalla Fip dell’intero campionato, e lo sapeva bene. E come lo sapeva bene lo ha anche visto in campo, già partendo dal primo tempo. A Milano i primi sette tiri liberi sono stati messi nel vassoio, immediatamente dopo che il centro serbo si era fatto fischiare tre falli stupidi (il terzo, un tecnico infantile). I tre con lo scettro hanno fatto di tutto, e non ho mai visto il pubblico di SASSARI così inviperito con un arbitraggio già nel primo tempo della partita. Al netto di passeggiate fuori campo (Abass) lasciate passare, o di un fallo tecnico (per flopping) a Rok che su una tripla veniva colpito sul fianco da Cinciarini e buttato a terra, ha fatto più schifo l’ultima azione del primo tempo: intervento della difesa milanese in stile Pietro Vierchowod (fallo di piede netto sul pallone, di un’evidenza sesquipedale) e poi Cinciarini (quello che raccoglie fischi dappertutto e fa finta davanti alle telecamere di chiedersi perché) che si butta su Mastro Dusko, cui viene sanzionato fallo perché stava retrocedendo sulla sua linea a mani alzate, che porta altri due tiri liberi gratis. Il tutto a ciliegina sulla torta di una direzione di gara che con la perfezione di un chirurgo ha colpito nella gestione dei falli i nostri giocatori migliori, alterando le nostre rotazioni e mandandoli fuori giri. Ma si doveva rientrare noi in quei giri, e non lo si è fatto. Nel secondo tempo le invenzioni a nostro danno sono state poche: la peggiore è stato il passi sanzionato a Lawal nel pitturato, Gani era stato spinto a due mani da Macvan e l’arbitro era lì a meno di un metro. Grazie, prego. O ancora le botte in testa che ha preso Savanovic, tutte lasciate passare per “difesa”, che hanno portato il lungo serbo a protestare vivacemente alla fine della partita (multa anche per lui?).

Avere blasone e giocare sul velluto? un affarone, con i saluti più affettuosi all’equilibrio e alla professionalità di chi ha tanto potere e lo usa come abbiamo visto. Continua a succedere, ma facciamo i buoni eh. Ripensando a tutti quei momenti, vedere quasi tutto il pubblico in piedi fa riflettere. E dico che mi vergogno per come mi sono comportato anche io. Chi siede vicino a me mi ha tirato giù a sedermi mentre in piedi mi lasciavo scappare di tutto. Fortuna che sono lontano dalle prime file, quindi non sono stato sentito. Ma è bastato quello che hanno urlato gli altri, più in basso. Indecenza chiama indecenza, purtroppo.

(foto A. Sini)


Eppure… eppure la Dinamo la stava rimettendo in piedi con le sole sue forze. Milano giocava in scioltezza, sicura che alla prima nuova difficoltà un altro aiuto sarebbe arrivato. La Dinamo invece sbagliava tante cose facili, e riprendeva quel corri e tira in transizione di sacchettiana memoria che ha prodotto tiri aperti ma tutti fuori giri e giustamente sbagliati. Ma si è sbagliato anche quando i buoni tiri li si è costruiti contro la difesa schierata. Milano ha battezzato alcune volte Lighty (io penso: per una precisa scelta) e David ha sbagliato due triple e un tiro da due che hanno pesato come macigni. Soprattutto la tripla dalla mia parte (quella delle telecamere) sarebbe stata importantissima: si era a -1 e i nostri avversari agonizzavano, sbagliando appoggi sotto canestro (gli errori li hanno fatti anche loro). Lighty poteva farci mettere la freccia. Niente da fare. Lì mi son fermato a riflettere: da quando è in città non ha ancora messo una tripla (correggetemi se sbaglio). Peccato.

(foto A. Sini)


Insomma, pur nelle difficoltà piovuteci dall’alto nel primo tempo e sparso col contagocce nella ripresa, nell’ultimo Quarto la nostra squadra ha avuto la possibilità di vincerla, e come a Rimini non ce l’ha fatta. Su una cosa Pasquini ha avuto ragione, in sede di presentazione della partita: oltre agli schemi la differenza si sarebbe vista dalla capacità dei singoli. I nostri hanno fallito, i milanesi no: in quel finale infuocato prima Sanders e poi Hickman (quello che in Eurolega sta facendo figuracce in fila e con noi sembra Ercole) hanno messo quelle due triple che hanno chiuso la partita, dopo aver segnato in precedenza quei canestri attaccando il ferro che ci hanno fatto tanto male. La bravura dei singoli è stata evidente: le loro giocate hanno deciso la partita. Ma in un’altra cosa Milano ci è stata superiore (ed è per questo, anzi: anche per questo che ha vinto): la difesa milanese sapeva dove chiudere bene i nostri giocatori migliori, e ci ha costretti a tante forzature. Qualità nei singoli e qualità nell’insieme. Ed erano in otto.
                                                  

                                                                       
La sconfitta è meritata, sia chiaro. Resta l’amaro in bocca per come gli arbitri sono intervenuti chirurgicamente su troppi episodi della partita, ma quando tu riesci ugualmente a costruirti la possibilità di vincere e sbagli nei momenti topici, la sconfitta ci sta tutta. Attenzione: non è un atto di accusa alla Dinamo, questo. I nostri ragazzi ci hanno messo il cuore e le palle, è solo mancata un po’ di lucidità. E forse anche di fortuna.
Guardavo le cifre: con l’emergenza lunghi Milano ha vinto lo stesso a rimbalzo (31-37), abbiamo perso lo stesso numero di palloni (15 per parte), ne abbiamo scippate due in più (9 contro 7), negli assist tutto sommato ci siamo difesi (13-16) e da due punti abbiamo tirato nettamente meglio (55.3% contro 47.6%). Purtroppo  nelle triple si è caduti male, ma Milano ci aspettava là, tirando la coperta alle misure giuste, e battezzando chi era meno pericoloso (Lighty), tattica giustissima che ha pagato dividendi importanti. Il 74-85 nella valutazione complessiva racconta bene la differenza fra le due squadre nella conformazione attuale. Bisogna rendersi conto che quando Milano recupererà gli infortunati, Kruno Simon fra tutti, il gap per noi e per le altre squadre credo proprio che sarà incolmabile.

Destino particolare quello di Milano: dopo anni di anemia quando Armani ha messo Proli al timone sono arrivati i giocatori giusti e le vittorie. L’unico anno in cui Proli si è occupato di altro abbiamo stravinto tutto noi. Superbasket lo ha messo nuovamente al primo posto nella classifica dei personaggi più potenti del nostro basket. Scelta giustissima ed evidente. Sa costruire le squadre e gli arbitraggi sono sempre amici, sempre, senza pietà. Eppure lo striscione di contestazione dei tifosi organizzati all’indirizzo di Proli e Portaluppi viene sempre e ancora esposto. Misteri della scienza e della tecnica.

Niente giudizi sui singoli oggi, credo che chi è stato più bravo sia abbastanza evidente, come chi è stato sotto tono. Se volete esprimere un giudizio voi, cliccate nel tweet sottostante e votate il vostro MVP fra i nostri ragazzi.


Detto ciò, stacchiamo la spina e puntiamo a organizzare bene la trasferta ad Avellino, anche là sarà durissima. Ora la palla passa ai vostri commenti, nel box di facebook della pagina amica e nei commenti che avete lasciato su twitter, ma anche quelli che vorrete lasciate nel box di google qui sotto. Ditemi la vostra. Senza peli sulla lingua.









#ForzaDinamo


Mia Immagine