Vittoria in allungo: 79-63 al Le Mans

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E’ bastato pigiare appena l’acceleratore per portare a casa questa partita. Nel nostro campionato abbiamo capito che occorre molto di più per vincere, ma in questa BCL anche soli 5′ ad alto livello sono serviti, almeno ieri. Questo la dice lunga sul basso livello di questa manifestazione.


“Così ci piace, Dinamo!” (cit.) (foto BCL)


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Sarò anche lapidario ma questo è quello che ho visto. Gli avversari della DINAMO erano arrivati in ottima posizione nel loro girone, ma io mi chiedo: che caspiterina di girone avevano? Detto ciò, piccolo passo indietro: forse non è il caso di azzardare giudizi così netti basandosi solo su una partita (anche se di loro ne ho viste tre negli ultimi due mesi). Il Le Mans è una squadra super atletica, prende 10 rimbalzi in più di media rispetto a noi, e ha un paio di giocatori davvero interessanti. Il resto non mi ha particolarmente colpito. Intendiamoci: c’è da saltare? non hanno problemi. C’è da correre? idem. Ma il resto? Tanti pick and roll, tanti isolamenti uno-vs-uno e poco gioco di insieme, uniti a una pigrizia difensiva abbastanbza diffusa grazie alla quale ai nostri ragazzi è bastato far girare appena di più la palla per trovare facili tiri, come succede nelle amichevoli pre-campionato. Poi il gioco si è fatto duro, perché se c’è da menare le mani questa squadra transalpina tutta muscoli non si tira indietro, ma SASSARI è riuscita lo stesso a non perdere il bandolo della matassa, e quando si è messa a picchiare pure lei ha preso il volo. Credo che al ritorno vedremo scintille. 
  

Il “no look ” assist di Rok per la schiacciata di Gani (foto BCL)

 

E’ un +16 che poteva essere anche il doppio. Se la Dinamo avesse giocato con l’intensità espressa a Rimini sarebbe stata una vittoria nettissima. Ma la nostra squadra è in leggero calo, sia mentale che fisico. Questo è molto evidente. L’ultima settimana con le sue cinque partite tutte fuori casa raggruppate in una manciata di giorni con i lunghi viaggi annessi hanno un po’ lasciato il segno. E’ fisiologico, ci sta. 
                                        
   
Le vere difficoltà i nostri ragazzi le hanno incontrate quando hanno giocato con troppa leggerezza.
   
    
Passo ai singoli, ci sono varie cose – alcune notevoli – da rimarcare. Come di consueto iniziamo dallo starting five. Bell: grosse difficoltà in difesa per lui contro il ball-handling dei play ospiti e i loro tagli senza palla, in attacco ha fatto il suo senza troppe sbavature. Lacey: osservato speciale, marcato stretto e ben limitato dai francesi, è andato fuori giri tanto che nell’ultimo Quarto il coach gli ha preferito per lunghi tratti il nuovo acquisto; una prestazione abbastanza opaca. DeVecchi: pochi minuti ma tanta sostanza, 2 triple, 3 rimbalzi e 2 assist; per una volta è stato più utile in attacco che in difesa. La sua capacità di adattarsi alle esigenze della partita è da libro Cuore. Sacchetti: in grossa difficoltà coi lunghi-cavalletta francesi, ha stretto i denti ma ieri non era partita per lui; il minutaggio appena più alto di Dusko e il quintetto basso col centro più 4 guardie sono stati una necessità. Lydeka: fantastico in avvio, tagli chirurgici a canestro, ma a rimbalzo ha sofferto tanto (solo una carambola). The bench. Stipcevic: due circus shot per battere il cronometro, 9 assist (forse il suo record a Sassari) e pieno controllo di un ritmo comunque mai troppo elevato; qualche difficoltà in marcatura. Savanovic: l’acclamato Mastro Dusko ha sopperito alla mancanza di gambe e gioventù con una partita tutta “testa”, appena aveva un piccolo spazio libero immediatamente andava a canestro; i suoi 7 rimbalzi contro i più prestanti e giovani avversari sono oro colato figlio di tanto taglia-fuori e una sana dose di falegnameria sulla quale gli arbitri per sua e nostra fortuna hanno sorvolato. Lawal: ieri non ha zoppicato, quindi… 19+9; attentissimo sui pick and roll con Rok, stanno imparando a conoscersi bene; qualche patema di troppo in difesa, dove la mania della stoppata lo ha spinto a non difendere di posizione, peccato perché se l’avesse fatto più spesso sarebbe stato più efficace. D’Ercole: sfortunatissimo al tiro, è l’unico con la valutazione negativa (-2) ma quel che le cifre non dicono sta in tutto il resto: mani addosso a tutti, difesa di gambe in avanzamento e scivolamento all’indietro, sembra il clone di Jack e la sua utilità è sempre più evidente. Infine Lighty: ho trattenuto il respiro quando è scivolato a terra (lo hanno operato un mese fa al menisco); partita ordinata la sua, pochi tiri, 3 assist, 2 rimbalzi; Pasquini gli ha ricamato addosso un paio di giochi; è evidente che gradisce il gioco in avvicinamento a canestro, sa cercare il contatto per prendere equilibrio al tiro in appoggio; deve crescere tanto, ma il fatto che con lo stato di forma che ha – è molto indietro e si vede anche agli allenamenti – il coach lo abbia ugualmente preferito a Carter la dice lunga. Sa stare in campo, e sa fare diverse cose. A me sta bene, poi vedremo come andrà.
                           
BOXSCORE
                               

                                   
Guardavo le statistiche della partita. La qualità del gioco ieri è passata soprattutto nelle poche palle perse (solo 7) e in 22 assist. Abbiamo vinto la sfida a rimbalzo 32-31, cosa notevole data la stazza dei nostri avversari. Più o meno in tutto siamo stati superiori. Il 98-63 nella valutazione complessiva ti guarda negli occhi e lascia il segno, ma lascia anche un po’ l’amaro in bocca perché si è vinto solo di 16 punti.
Va bene così allora. Buttiamoci alle spalle questi ultimi dieci giorni di fuoco e ricarichiamo le batterie restando a casa. sabato sera arriva Pistoia e avremo “le mani piene”.
Vediamo che avete da dire.
 

#ForzaDinamo

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