ANCORA UNA SCONFITTA CASALINGA, CAGLIARI INTER FINISCE 1-2 PER I NEROAZZURRI

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ANCORA UNA SCONFITTA CASALINGA, CAGLIARI INTER FINISCE 1-2

TOMMASO GIULINIE

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DOMENICA CONTRO IL VERONA, TUTTI ALLO STADIO!

 

 

Le settimane passano, ma i punti faticano ad arrivare. Anche contro l’Inter di Roberto Mancini, i rossoblù guidati da Gianfranco Zola non riescono a concretizzare le sei palle gol clamorose ed escono sconfitti, buttando al vento la possibilità di fare colpaccio (o quantomeno di uscire imbattuto) contro una squadra tutt’altro che irresistibile.

Il Cagliari annega, dice qualcuno; se di affondamento si dovesse trattare, sarebbero tante le responsabilità del “watergate”. Della presidenza, innanzitutto: le scelte societarie (quelle importanti, ovviamente riconducibili al Presidente Giulini) sono spesso sembrate confuse e talvolta contraddittorie. La colpa dell’attuale situazione è all’80% imputabile a tre fattori: una rosa inadeguata alla Serie A; un altrettanto inadeguato mercato di riparazione a Gennaio; ed il cambio tecnico operato a metà stagione che oggi rischia di essere “superato” da un altro esonero (che, giorno dopo giorno, nonostante le smentite, sembra materializzarsi sempre di più) che riporterebbe il Cagliari su scelte che sembravano (almeno apparentemente) sfiduciate senza possibilità di appello. La strada intrapresa (qualunque essa sia: Zeman o Zola, non fa differenza rispetto al principio generale) dovrebbe essere sempre una (e dopo 22 anni con Cellino, lo sappiamo bene noi tifosi!) e bisognerebbe portarla avanti sino in fondo. Con i “se” e con i “ma” non ci si salva, ma non si cambia strategia (virando su Zola) dopo aver proclamato per mesi il “progetto Zeman”, per poi tornare nuovamente indietro su quella stessa strada già abbandonata una volta (Zeman) Tra l’altro per sopravvenuta mancanza di fiducia verso il tecnico. La notizia di un ritorno del boemo sulla panchina del Cagliari (e del possibile esonero di Zola) non è ancora certa, ma le voci sono ormai così insistenti (e talmente forti) che – a questi livelli – un minimo di “verità” sotto c’è sempre.

 

A gennaio si DOVEVA mettere qualche pezza in più alla rosa, ma ciò non è stato fatto (vedi il centravanti mai arrivato!) e noi siamo stati duri con la Presidenza quando siamo stati chiamati a giudicare il suo operato (vedi qui l’articolo sulle pagelle al mercato di riparazione di Gennaio): non è un caso se anche contro l’Inter abbiamo creato “dieci” e concretizzato “uno”. E chissene frega se i giocatori sono usciti tra gli applausi a fine partita, in Serie A non ti salvi con gli applausi o le pacche sulle spalle. Servono i punti, e all’incirca ce ne mancano altri 20 (!!) per raggiungere la salvezza, mica spiccioli.

Ma anche in campo c’è da sputare sangue, altrochè, e tirare fuori i benemeriti senza pensare troppo al problema dei “rinnovi”: quelli si discutano DOPO che sul campo si è dimostrato l’amore per la maglia e l’attaccamento. Quest’anno, vista anche l’età, dovranno dimostrarlo anche i senatori perché in gioco c’è la salvezza del Cagliari, che viene prima di qualsiasi interesse personale. Ma lo stesso vale anche per i più giovani. Per uscire dalla palude dobbiamo portare via punti già domenica prossima: il Cagliari può battere il Verona al Sant’Elia, che è una buona squadra ma non certo il Real Madrid! E allora riprendiamoci l’orgoglio della maglia, ma soprattutto la rabbia che abbiamo in corpo, e scendiamo in campo con gli occhi (e i piedi) assetati di sangue. In questo mare tempestoso della Serie A, se qualcuno deve (calcisticamente) morire, non dobbiamo e non saremo noi. A “morire”, saranno gli altri… e per mano nostra!

 

FORZA CASTEDDU!!!

DOMENICA, TUTTI ALLO STADIO!


 

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