L’EDITORIALE DI MARCOS: IL BILANCIO DEL 2014

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L’EDITORIALE DI MARCOS: IL BILANCIO DEL 2014

 

Cari lettori di Qds (qdiessini vi piace?), siamo arrivati al termine di un’altro anno insieme; sono sicuro che per tutti, me compreso, è stato un anno ricco sia di soddisfazioni e felicità che, purtroppo, di dispiaceri e fatiche più o meno grandi: che possiamo farci, è la vita; ma non voglio perdermi in della retorica melensa e anche piuttosto inutile, anche perché poi ognuno è diverso.

 

Una cosa, un’unica grande cosa invece ci accomuna tutti, come ben sappiamo e abbiamo sempre detto: l’amore per il nostro Cagliari! Arriviamo da un anno davvero pienissimo: Lopez in panchina, l’esonero e il conseguente arrivo di Pul(i)ga, la salvezza fortunatamente raagiunta, e infine addirittura il passaggio di proprietà: dopo 22 anni di gestione Cellino, il Cagliari è passato a Tommaso Giulini, imprenditore milanese presidente della Fluorsid. Per molti sarà stata una liberazione la partenza di Cellino, ad altri sarà dispiaciuto; di una cosa gli va dato merito: aver fatto diventare il Cagliari una squadra che in Serie A non ci passa solo di tanto in tanto, ma ci rimane stabilmente. Poi l’arrivo di Zeman, i risultati che stentano ad arrivare, conditi dalla memorabile vittoria a Milano con l’Inter, e il poker rifilato all’Empoli; per il resto davvero poca roba. Non sembra vero che metà stagione se ne sia già andata, senza che quasi ce ne accorgessimo; non mi capacito neanche che l’allenatore che d’estate abbiamo accolto con tante speranze, sia già diventato il passato. Purtroppo è andata così, Zeman evidentemente non è riuscito a trovare la quadratura del cerchio per dare ad una squadra, che aveva a sprazzi mostrato un buon gioco e una grande fame offensiva, quella continuità che ci occorre per raggiungere la tanto agognata SALVEZZA. Eh si, bisogna scriverlo bello grande. Noi a questo sogno che si chiama Serie A dobbiamo aggrapparci con tutte le forze che abbiamo, perché ricordiamoci sempre che noi, a differenza di altri, rappresentiamo un’intera isola; noi siamo la Sardegna nel mondo e dobbiamo andarne fieri. Ma dobbiamo anche meritarcelo.

 

Forse qualcuno, vedendo il boemo andarsene, avrà pensato: “Toh, come ai tempi del caro Massimino!”. No, non è così, perché stavolta il progetto tecnico era stato abbracciato in toto, c’era estrema fiducia nell’allenatore. Prova ne è il fatto che Zeman sia stato esonerato nella pausa natalizia, non a novembre; perché le mancate vittorie in casa pesavano, e pesano, eccome. Ma siamo voluti andare avanti comunque. Poi si arriva al momento in cui bisogna pensare. Ma pensare come presidente, non come tifoso. E pensare da presidente è molto più difficile; significa assumerti sulle tue spalle tutta la responsabilità di una scelta. Significa avere quasi sicuramente l’ambiente contro. Ma chi guarda oltre, sa che deve pensare solo con la propria testa. E Tommaso Giulini l’ha fatto. Ha pensato da presidente, e anche da imprenditore, giustamente. E ha capito. Il Cagliari andava salvato, a tutti i costi. Anche a costo di rinnegare le proprie scelte, e di sentirsi accusare da tutti. Ha messo il bene della squadra davanti al proprio. Avrebbe potuto insistere fino alla fine, ma a che prezzo? Con quali rischi?

 

Ha preso una decisione sofferta, ma la decisione migliore. Rimanere nella massima serie è fondamentale per il Cagliari, non solo per gli introiti. Adesso tocca a Gianfranco Zola. Come dice anche Ancelotti, uno dei migliori tecnici del mondo, prendere una squadra in corsa è la cosa peggiore che possa capitare ad un allenatore: la squadra non l’hai costruita tu, hai giocatori magari non a te congeniali, e un ambiente depresso, cosa che sicuramente non aiuta. Per tutti questi motivi noi dobbiamo essere comprensivi con l’allenatore, perché conoscendo la persona sappiamo che metterà tutto se stesso per la causa; lui ama il Cagliari e ama la Sardegna. Quindi dell’impegno non dobbiamo dubitare; se i risultati non arriveranno subito, alla prima partita, come è possibile, non scoraggiamoci. La situazione può ancora essere recuperata, i giocatori capiscono la situazione, e la capisce anche la società chiaramente. Il presidente ha già assicurato che, se richiesto, non mancherà il sostegno, anche economico. Ma poi il resto devono farlo loro, quando scendono in campo, quando si allenano, ogni giorno, fino alla fine.

 

Il Cagliari ha già vissuto tanti momenti difficili nella sua storia, ma alla fine si è sempre rialzato, simbolo di una terra che non si arrende mai, anche di fronte alle peggiori sconfitte. Per citare un film, “noi cadiamo per imparare a rialzarci”. Noi non dovremo mai far mancare il nostro sostegno, la nostra passione smisurata; il dodicesimo uomo in campo esiste davvero, quindi tiriamo fuori la grinta e sosteniamo i nostri campioni!

Insomma mancano poche ore al nuovo anno, che io vi auguro possa essere pieno di ogni felicità, per voi e per le vostre famiglie: TANTISSIMI AUGURI DA QUELLI DEL SITO, e ricordate:

FORZA CASTEDDU!!!

 

 

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