Cavalcata sarda, Sassari debutta in società

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Con l’entusiasmo dei bambini ammessi al tavolo dei grandi, con l’ansia della prima volta a cena dai suoceri. Sassari fece il suo debutto in società nell’aprile del 1899: a quasi quarant’anni dall’unità d’Italia, il capoluogo si sentì pronto a indossare l’abito buono per presentarsi ai connazionali oltremare. Preparò un bel monumento al padre della patria Vittorio Emanuele II e per inaugurarlo invitò il re Umberto e la regina Margherita, consapevoli che sulla scia dei reali sarebbero arrivati gli unici in grado di consacrare il debutto: i cronisti. Per rendere la visita più spettacolare, i sassaresi rispolverarono una vecchia usanza in voga con i sovrani spagnoli, quella di salutare le autorità con una lunga sfilata di cavalieri e indigeni in costume. E per assistere a questa processione a cavallo, insieme ai giornalisti giunsero anche due eccentrici fratelli francesi che pare facessero muovere le fotografie, Auguste e Louis Lumière. Per l’epoca il massimo della visibilità.

Immaginiamo lo stato d’animo con cui i nostri antenati attesero la pubblicazione del numero della Tribuna illustrata della domenica dedicato all’evento. Non rimasero delusi: sontuosa la copertina a colori e lusinghiera la descrizione della città. I continentali erano rimasti stupiti dal quartiere moderno sorto intorno a piazza d’Italia: «La parte nuova è bellissima, si direbbe di trovarsi in una città ligure o toscana». L’altro lato della medaglia: «Ma vi è la parte vecchia che dovrebbe essere sventrata».

Voto buono anche in condotta: «Sassari è squisitamente ospitale e politicamente educata. Vi è un largo spirito di tolleranza che rende libere e indisturbate tutte le manifestazioni». E poi: «La vita cittadina è abbastanza animata. Vi sono comodi alberghi e caffè, negozi eleganti e ben forniti». Infine, il giudizio sul padrone di casa il sindaco Gaetano Mariotti: «Ingegno versatile, volentieri, fra un discorso sull’arbitrato e una pratica sindacale, ritrae sulla tela una bella testa di donna. È un vero uomo moderno, senza pedanteria, senza odi».

La debuttante aveva passato l’esame. 

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Palazzo della Provincia, il letto della regina visto dalla piccola fotografa di casa


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